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Verso Russia 2018: Argentina, Icardi non basta.

Altro giro, altro flop per l’Argentina di Jorge Sampaoli. L’Albiceleste non riesce ad avere la meglio nemmeno sul Venezuela, ultimo e già fuori dai giochi, ma capace di strappare un pareggio che prolunga l’ansia di Messi e compagni. Vinotinto addirittura avanti con Murillo a inizio ripresa, poi l’autorete di Feltscher provocata da Icardi, tra i più attivi ma inspiegabilmente sostituito a 15’ dalla fine (come Dybala). Va peggio al Cile, che inciampa in Bolivia e compromette le proprie chance di qualificazione. Il contemporaneo successo del Perù a Quito rende la volata verso Russia 2018 sempre più serrata ed entusiasmante, con Uruguay e Colombia che ipotecano il pass.

— L’avvio albiceleste al Monumental si è rivelato una triste illusione: rapida circolazione del pallone, profondità e pressione martellante hanno messo subito alle corde il Venezuela, ripetutamente salvato dalle parate di uno strepitoso Farinez e dalla sorte avversa degli attaccanti argentini. Su tutti Icardi, pericoloso al 4’ (diagonale di destro), al 9’ (deviazione mancata di un soffio) e al 22’ con un tocco ravvicinato di sinistro. Alla mezz’ora, in pieno forcing argentino e dopo il cambio forzato di Di Maria per problemi muscolari, ci ha provato con scarsa fortuna anche Dybala, protagonista di un sinistro dal limite fuori di un soffio. Poi si è visto pure Messi, che si è dovuto arrendere ai riflessi di Farinez allo scadere di un primo tempo dominato in lungo e in largo.

— A spezzare l’incantesimo è però arrivata la doccia fredda in avvio di ripresa, colpa di un contropiede fatale finalizzato da Murillo con la rete del vantaggio vinotinto. Davanti al pubblico incredulo, l’Argentina si è sciolta come neve al sole nonostante l’immediato pareggio deciso dall’autorete di Feltscher, compartecipe la pressione di Icardi sul cross a mezza altezza di Acuna. Dopodiché l’Albiceleste si è progressivamente spenta, seppur con l’attenuante di un netto rigore negato a Icardi (agganciato in area da Villanueva). Ci ha messo del suo anche Sampaoli, che al 62’ ha tolto Dybala (pericoloso al 56’ con una botta dalla distanza) prima di sostituire pure Maurito a 15’ dalla fine. Stravolto il tridente su cui aveva puntato tutto, Sampaoli non è riuscito a dare la scossa con gli ingressi di Benedetto e Pastore, fattosi anticipare da Farinez al 95’ nell’ultima occasione buona per acciuffare la vittoria. A sottolineare il deludente pareggio finale ci hanno pensato i fischi del pubblico e l’espressione affranta di Messi specchio dell’debolezza argentina. La Seleccion si giocherà tutto il 5 ottobre nello scontro diretto contro il Perù, attualmente salito al 4° posto.

— Altra serata da incubo per la Roja dopo il crollo casalingo di giovedì scorso. Questa volta il Cile si è dovuto arrendere alla Bolivia (già fuori dai giochi) al termine di una nuova prestazione da dimenticare. La "Verde" ci ha messo cuore e gambe sovrastando Vidal e compagnia sin dai primi minuti. Pericolosi Martins (8’) e Olivetti (32’), con Bravo protagonista di interventi decisivi nei primi 45’, durante i quali il Cile ci ha provato solo nel finale con una clamorosa occasione sprecata da Vidal. Quasi non pervenuto Sanchez, protagonista di un inoffensivo tentativo al 24’ e mai in partita Vargas, sostituito a metà ripresa da Paredes. La svolta è arrivata al 59’, compartecipe un fallo di mano in area di Diaz: rigore trasformato da Arce e buio pesto per la Roja, incapace di reagire anche dopo l’ingresso di Valdivia. Nel finale la Bolivia ha persino sfiorato il raddoppio con due conclusioni velenose dello stesso Arce tra l’85’ e il 95’ nonostante l’inferiorità numerica determinata dall’espulsione di Chumacero (doppia ammonizione). Tensione alle stelle dopo il fischio finale, quando insulti e provocazioni tra le panchine hanno quasi innescato la zuffa, tanto da richiedere l’intervento del personale di sicurezza.

— Divertimento e grande intensità invece a Quito, dove Ecuador e Perù si sono affrontati a volto aperto in una sorta di spareggio per restare aggrappati al treno Mondiale. L’ha spuntata il Perù, che ha ottenuto il primo successo esterno su otto sfide di qualificazione iridata grazie a un micidiale uno-due firmato da Flores e Hurtado tra il 73’ e il 76’. I padroni di casa, che hanno colpito una traversa nel primo tempo con un tiro-cross di Orejuela, si sono rifatti sotto all’80’ grazie a un rigore trasformato da Enner Valencia. Ma il Perù ha saputo reggere alla pressione finale anche con un uomo in meno (rosso per Ramos al 79’), sfiorando il terzo gol in contropiede e portando a casa un successo che rilancia prepotentemente le aspirazioni di Guerrero e compagni.

— La faccia sorridente di questa 16° giornata è quella del maestro Tabarez, che ha festeggiato un successo decisivo in chiave qualificazione contro il Paraguay. A decidere il risultato tra il 76’ e l’80’ sono stati un tiro dalla distanza del giovane Valverde (gioiello del Real in prestito al Deportivo La Coruna) e una fortunata carambola su tiro ravvicinato di Suarez. Sfortunati i padroni di casa, a cui non sono bastati la netta preminenza nella ripresa e la rete nel finale di Romero (88’). Per la Celeste, con il nerazzurro Vecino in evidenza, un successo che vale il secondo posto in classifica dietro al Brasile e un’ipoteca sulla qualificazione diretta a Russia 2018.

Brasile 37, Uruguay 27, Colombia 26, Perù 24, Argentina 24, Cile 23, Paraguay 21, Ecuador 20, Bolivia 13, Venezuela 8.