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Christian Noboa, l'ecuadoregno del Sochi capocannoniere di Russia - La Gazzetta dello Sport

Suo padre comanda la marina militare ecuadoregna. Lui, capocannoniere del campionato russo, è chiamato Zar e ha battuto il Barça di Guardiola e il Bayern di Ancelotti

Freddo polare e la lingua, ostacoli inizialmente insormontabili. I primi tempi di Christian Fernando Noboa Tello in Russia sono stati traumatici, ha fatto autogol all’esordio e la prima volta che ha visto la neve l’ha mangiata: una settimana a letto con la bronchite. Poi ha preso confidenza:due campionati (2008 e 2009) e la Supercoppa di Russia 2010 vinti a Kazan, Guardiola battuto al Camp Nou, una punizione decisiva contro il Bayern di Ancelotti. Record su record. E Noboa, svezzato dalla scuola militare, è oggi il capocannoniere di Premier Liga. Da centrocampista: 7 reti in 9 giornate al Sochi.

Scuola militare

Suo padre, Fernando, è comandante della marina militare ecuadoregna. Per via di questo, la famiglia Noboa si trasferiva ogni due o tre anni. Christian cambiava città, scuola e amici. Ha frequentato per tre anni un’accademia militare. A differenza del fratello Roberto, ha sempre detto di voler diventare calciatore: "Sapevo che avrei dovuto fare rinunce. Le feste, le uscite notturne, bere o fumare. Tutto quel che ho fatto tra 14 e 19 anni è stato allenarmi, seguire una corretta alimentazione e dormire. Ho perso l’adolescenza – ha spiegato a Fifa.com – ma ovviamente ne è valsa la pena".