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Mattarella ringrazia Cuba, Cina, Russia e Albania per gli aiuti all’Italia ferita...

Cuba, Cina, Russia e Albania, ma anche Norvegia. Sono questi i paesi che maggiormante hanno aiutato l’Italia nella prova del Covid 19 e il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha voluto rendere omaggio alla loro generosità in occasione della cerimonia del “ventaglio” che ogni estate i giornalisti parlamentari donano al presidente.
“Voglio dire grazie ai Paesi che hanno dimostrato adiacenza e amicizia all’Italia così come l’Italia ha fatto con i Paesi che hanno avuto bisogno di aiuto. Questo nella consapevolezza che neppure uno avrebbe potuto vincere la sfida” della pandemia da solo.

Anche “il mondo dell’informazione – ha aggiunto Mattarella – è stato interpellato dal virus e ha dato prova di esser stato al servizio dell’interesse generale e dei cittadini. Un ruolo di grande rilievo nel contrastare la pandemia. Un’opportunità forse inattesa che rilancia il ruolo del giornalismo. Ruolo opposto alle fabbriche della cattiva informazione, delle fake news. L’informazione professionale e di qualità è stata riconosciuta dai cittadini”, ha detto il presidente.

“C’è la tendenza – ha però rimarcato il capo dello Stato – a dimenticare e a rimuovere esperienze sgradevoli. Forse non era immaginabile che la rimozione affiorasse cosi presto mentre nel nostro Paese continuano a morire persone per il virus. È un motivo per non abbassare le difese”. “Solo senza dividerci e con una comune ricerca di prospettiva” per il futuro possiamo lavorare alla “ripresa” e a un ritorno alla “normalità ha continuato ricordanddo che “la libertà è un valore fondamentale in una democrazia, ma non può essere confusa con il “diritto di far ammalare gli altri” avvertendo che non si deve “abbassare la guardia” anche per “rispetto di chi è morto” e poi ha aggiunto: “Non vi sono valori che si collochino al centro della democrazia come la libertà” ma bisogna “evitare di confondere la libertà con il diritto di far ammalare altri. Imparare a convivere con il virus non vuol dire comportarsi come se il virus non ci fosse più”.