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GP Russia 2019: Analisi Onboard Ferrari

Una mancata doppietta

Una mancata doppietta. Non ci sono altre definizioni per un GP di Russia in cui la sorte avversa del ritiro di Sebastian Vettel a causa di problemi all’ibrido è stata la scintilla (perdonerete l’apparente becero umorismo) della debacle di Leclerc. Che poi, ad essere profondamente onesti, definire debacle un terzo posto in Russia con la SF90 è anche infelice date le premesse prima della pausa estiva. 

Mi ero ripromesso nella difficile stesura del Last Car is on the Grid del GP di Singapore, che raramente avrei voluto riproporvi un articolo “a paragrafo unico” nonostante fosse stato molto apprezzato da voi lettori; un articolo, in soldoni, in cui analizzare la gara dei due piloti contemporaneamente, piuttosto che farlo separatamente. Naturalmente, a causa di quanto successo nella prima parte di gara, il voler rendere quanta più chiara possibile la simultaneità dei team radio dei due piloti, mi costringe nuovamente a qualche grattacapo in più. “Andiamo” quindi onboard alle due Ferrari contemporaneamente e godiamoci una GP di Russia davvero particolare.

Onboard Ferrari GP Russia: Da 1-2 ad un ritiro ed un terzo posto

“Charles tu parti in pole, a fianco a te c’è Lewis, hai dietro Seb: dobbiamo fare qualche cosa”. Ecco in esclusiva le parole del briefing di Ferrari nel pre-gara. Sì, si scherza, ma da ciò che poi è avvenuto in gara, non penso che in Ferrari abbiano poi fatto tutte le considerazioni che un caso simile meritava. Prima ancora di salire onboard e di rendervi partecipi delle comunicazioni radio, vi anticipo infatti che nonostante la messa in onda internazionale possa aver fatto intendere colpe ai piloti, questa volta mi sento di dire che la colpa è stata esclusivamente del muretto. Aggiungo anche: non tanto per la gestione in gara – su cui torneremo a breve – ma piuttosto sul non aver vagliato davvero ogni possibilità durante il briefing.

L’obiettivo di Ferrari in questa gara era fare una doppietta. L’obiettivo di Ferrari in questa gara era di farla ma anche stabilendo quale pilota dovesse essere dinanzi. Peccato che, secondo me, tutto ciò non è stato fatto presente in maniera inequivocabile durante il briefing. L’obiettivo di Leclerc, in partenza, era quello di NON permettere a Lewis di prendere la scia. In una pista in cui in caso di scatto buono in pole position, è effettivamente possibile scegliere se stare a sinistra o a destra, a mio parere ciò che era stato chiesto a Leclerc era di guardare gli specchi dopo lo scatto (cosa che fa come evidente in immagine) ed evitare semplicemente di mettersi dinanzi ad una macchina grigia. “La scia non si dà, la scia la prende chi è dietro” e questo è vero; ciò che si può fare con una partenza “a pari performance” (citando il muretto Ferrari) però, è scegliere a chi non permettere di prenderla.

Leclerc, quindi, parte benissimo sulla sinistra del tracciato, dietro di lui Vettel ha il medesimo scatto. Qui bisogna già notare chi capisce tutto (non che poi ci volesse una laurea) fin dal principio: Hamilton, infatti, consapevole del possibile gioco di squadra, partendo qualche metro dinanzi a Sebastian, tenta immediatamente di occupare il lato sinistro della pista. Se Seb infatti mantiene una linea dritta in partenza (seguendo come un falco il compagno di squadra), Lewis tenta immediatamente di spostarsi a sinistra non appena nota che la performance al via di Seb è stata così buona da avergli permesso di sopravanzare ancor prima che la scia entrasse in gioco in maniera consistente. 

I due si affiancano, e vanno quasi al contatto: Lewis spera che Seb possa alzare il piede per evitare il crash o che nel tentativo di portarlo a sinistra vicino al track limit, sia lui stesso a sfruttare meglio la scia di Charles per prendere l’allungo e portarsi in curva 2 in seconda posizione (la prima, a mio parere, era impossibile a meno di un errore di Charles in staccata).

Sebastian però, non si lascia intimidire, e percorre dei metri affiancato a Lewis canalizzando nel frattempo la scia di Charles. A quel punto la scia unita all’ottimo scatto del tedesco, porta un vantaggio non quantificabile ma sicuramente importante.

Sebastian uscirà dalla scia di Charles e porterà a casa un sorpasso pulito anche a causa di Leclerc che non tenta di proteggersi per evitare che all’ingresso di curva 2 si rischi la doppietta – a tralasciare dalle posizioni.

Ha sbagliato Charles? No. Ha sbagliato Seb? No. Ha sbagliato il muretto? In quella fase sembrava di no. In realtà a mio parere sì, per ciò che succederà a breve. Vi riporterò ora i team radio spiegandovi di volta in volta il senso – opinabile certamente – che io gli ho dato.

Siamo infatti nel secondo settore della pista, quando nel corso del primo giro esce la Safety Car. La gara è neutralizzata, i piloti sono “tranquilli” e si aprono entrambi in radio. Il primo messaggio di Sebastian è: “Fatemi sapere in merito a [ciò che è successo in] partenza”. Adami risponde di sì e nel frattempo lo invita a risparmiare carburante approfittando del regime di SC. La prima parte del team radio, a mio parere denota che la condizione era già poco chiara. Evidentemente in un briefing (come verrà poi confermato), si era detto che Charles doveva lasciar prendere la scia a Seb, ma non si era entrati nel dettaglio di come avrebbero valutato un eventuale scatto perfetto di Seb. Il tedesco, infatti, più che prendere la scia offerta dal compagno, si è trovato nella condizione di prendere la scia a tralasciare da tutto, dato che affianca Hamilton immediatamente. Vorrei estremizzare ancor di più questo concetto: immaginando che Hamilton avesse stallato al via, come avrebbero proceduto? A quel punto Sebastian non avrebbe avuto il diritto di passare in prima posizione se ne avesse avuto la possibilità? Da quando un terzo posto al via esclude un pilota dal gioco della vittoria? Non penso che in Ferrari siano stati attenti a diramare tutti questi dubbi e a valutare ogni possibile scenario.

Si apre anche Charles durante la SC ed il suo messaggio carico di tranquillità (e non sono spiritoso) rispetto a quanto sentito a Singapore è stato: “Soltanto per farmi capire, la condizione è stata a sufficienza chiara, vero?”. Xavier risponde: “Sì e ti aggiornerò fra poco, ma va tutto bene”. Anche qui, Charles reputa chiaro che lui ha fatto il volere della squadra: non dare la scia a Hamilton ma a Vettel e soprattutto non ostacolarlo in curva 2 uscendo quindi in prima e seconda posizione.

Siamo ormai nel secondo giro e ad entrambi i piloti viene comunicato che le performance allo start sono state le medesime e che quindi stanno valutando di fare lo scambio di posizioni più avanti in gara. Charles risponde: Sì, nessun problema, capisco. Sebastian invece risponde: “Ok, ero comunque dinanzi già in curva 1 ma sta comunque a voi [decidere] (up to you)“. Adami aggiunge inoltre che monitoreranno il passo gara di entrambi i piloti nel corso della gara [grazie ad A. Scarpone per la segnalazione].

Ecco che qui a mio parere si iniziano a intravedere i primi segnali di confusione. Sebastian infatti, inizia a sottolineare che già aveva superato Hamilton in curva 1 (attenzione perché curva 1 è la “finta curva” prima del traguardo e non quella a cui si arriva in staccata). Seb vuole quindi sottolineare alla squadra che per quanto le performance di start dei ferraristi possano essere state identiche, ciò non nega che lui è comunque partito meglio di Hamilton e che lo ha sopravanzato con un minimo (o nullo) aiuto di scia e che quindi anche la posizione su Charles la ha presa semplicemente perché a sinistra o a destra, lui sarebbe comunque passato dinanzi dato che in una pista come questa chi parte dietro può avere un vantaggio simile.

La SC viene richiamata al termine del terzo giro: inservibile segnalarvi i rispettivi ingegneri ricordare ai piloti di scaldare le gomme e i freni, attivare la modalità di gara e il K2 per la ripartenza. Tutto è stato gestito come di consueto, e nel medesimo modo tra i due piloti. Riparte la gara al quarto giro e già nel primo settore Adami dice a Seb che ha fatto un ottimo lavoro (con la ripartenza) dato che Charles si trova già a 1.2 secondi di distacco (chiuderà quel giro con un giro veloce di 1:39.750 contro 1:40.021 di Charles).

Charles, che perdeva contatto con Seb in maniera continua (è sufficiente verificare la progressione giro per giro anche semplicemente dal live timing), nel giro 5 si apre con Xavier dicendo: “Il margine dietro (da Hamilton) è buono ora.” Marcos risponde di aver ricevuto il messaggio e che Seb lo lascerà passare nel giro 6. Questo team radio, quindi, lascia sottintendere che la squadra aveva messo in cantiere che Seb potesse finire dinanzi a Charles per la scia e che avrebbero aspettato che entrambi prendessero distacco dalle Mercedes per fare uno swap sicuro. Tra il giro 5 e 6, quindi, Adami si apre con Sebastian dicendogli che deve lasciare passare Charles. La risposta del tedesco nel giro 6 non si fa attendere: “Lo avrei passato comunque, ma allunghiamo per altri due giri (sulle Mercedes) e poi mi fate sapere”. Chiuderà il quinto giro con il giro veloce di 1:39.593 contro l’1:39.784 di Charles. Dal team radio di Seb, quindi, è evidente che lui voglia sottolineare nuovamente che il sorpasso su Hamilton era avvenuto ben prima dell’aiuto della scia e che non è stata una sua colpa aver preso la scia del compagno di squadra.

Nel frattempo a Charles (che stava appena iniziando il giro 6) comunicano che Seb lo lascerà passare in quel giro. Charles in curva 3 (vendendo che il tedesco nel rettilineo aveva spinto normalmente) domanda: “Dove?”. Non giunge risposta dato che nel frattempo Seb aveva detto di attendere i due giri (ora capite la difficoltà di questi articoli con i team radio simultanei, vero?).

Marcos si riapre comunque in radio nel corso del giro 6 dicendogli che il giro in cui Seb lo lascerà sfilare sarà a questo punto il 7. Il giro 6 si concluderà con Sebastian che farà segnare un nuovo giro veloce in 1:39.350 contro l’1:39.376 di Charles.

Entriamo nel giro 7 e a Seb chiedono nuovamente di lasciare passare Charles, Hamilton è infatti ormai 3 secondi dietro di lui. Lui risponde: “ditegli di avvicinarsi”. In quella fase Leclerc era a 1.3 di distacco.

A Charles contemporaneamente dicono nuovamente che Sebastian lo lascerà passare in quel giro. Leclerc chiede questa volta: “Quando?”. Non giunge risposta se non (a seguito del team radio di Vettel) che è necessario che lui provi a chiudere il gap. Charles a quel punto, già rimasto fin troppo in silenzio dati gli avvenimenti a Singapore apre la radio dicendo: “Si, ho solo… niente” e si interrompe. Aspetta qualche secondo e questa volta però dice l’intera espressione: “Mi avete messo voi dietro, io ho rispettato tutto, ne parliamo dopo la gara, ma ora è difficile chiudere il gap ovviamente”. A mio parere, questo team radio non depone male verso il monegasco. La squadra aveva promesso a lui una cosa nel pre-gara ma non la stava rispettando (dato che non aveva considerato tutti gli scenari) e soprattutto stava sempre diventando più ridicolo il continuo comunicare: ti lascerà passare in questo giro; anzi no nel prossimo.

Si giunge così al giro 8, nel 7 Seb ferma il cronometro sull’1:39.396 e Charles lo replica con quattro millesimi di ritardo. A Seb Adami dice quindi che Charles sta tentando di chiudere il gap e di lasciarlo passare (era comunque ancora a 1.4 secondi di distacco). Sebastian non risponderà a quel messaggio. Charles viene quindi informato che Seb “dovrebbe” lasciarlo passare in quel giro.

Se da parte di Sebastian non giunge risposta radio, giunge direttamente sul tabellone dei tempi: chiude infatti il giro in 1:39.211 contro l’1:39.535 di Charles che quindi è ormai distaccato di 1.6 secondi.

Siamo così nel giro 9. Il muretto Ferrari capisce la condizione e non chiede più di lasciar passare Charles a Seb. Al contrario gli danno il crescente distacco da Charles segnalandogli che sta facendo un ottimo lavoro, che passano al piano C e di mantenere la testa bassa. 

A mio parere è questo il momento cruciale della gara e sono pronto a scrivervi il motivo per il quale l’errore secondo me è stato tutto del muretto: avevano ipotizzato scia, partenza perfetta, performance di partenza, sorpasso in curva 1 o 2, Seb dinanzi e Charles dietro, il distacco dalle due Mercedes, probabilmente anche un uragano ma non erano pronti solo ad una piccola, piccola, piccola cosa: al migliore ritmo di Vettel rispetto a Leclerc. Probabilmente anche alla luce di quanto visto al sabato in qualifica, Sebastian ha un ritmo sulla pista russa migliore di quello di Charles e il monegasco sembra non riuscire a trovare in gara, quel feeling migliore rispetto al compagno di squadra che invece ha spesso avuto in appuntamenti diversi. C’è chi ha sostenuto che ciò sia stato da attribuire allo stare in aria sporca di Seb. Questo può valere ad 1 secondo di distacco. Diciamo anche 1.5 secondi. Siamo larghi? Amettiamo anche 2 secondi. Ma da due secondi in su, se il pilota dinanzi continua a guadagnare, il tuo ritmo a parità di condizioni non è come il suo. Non c’è da aggiungere molto a mio parere. Si parla infatti, non necessariamente di distacchi ma proprio di ritmo sul giro. Proverò a darvi qualche dato a riguardo integrandolo nei vari team radio per non risultare un semplice schema noioso e pesante di soli numeri.

Torniamo in gara; siamo al termine del nono giro: Sebastian segna ancora un giro veloce (1:39.016), Charles ferma il cronometro sull’1:39.279: il distacco tra i due sarà da 1.6 all’inizio del giro a quasi due secondi al termine. Adami non manca in questi giri di fornire via via il distacco tra Seb e Charles almeno una volta al giro. Il distacco è sempre crescente. Nello specifico dal giro 8 al 14 i distacchi segnalati sono: 1.4, 1.7, 2.2, 2.4, 2.8, 3.4, 3.7. Oltre già ai giri veloci segnalati, Seb continuerà a fare giri veloci ogni giro dal 9 al 13 (non metto gli screen ma sono dati verificabili con facilità). Il quattordicesimo sarà di un millesimo più lento rispetto a quello di Hamilton (1:38.534 contro 1:38.533. Charles invece gira in 1:38.722). Adami segnala inoltre a Seb nel giro 11 che sta facendo un ottimo lavoro con la gestione delle gomme e di concentrarsi ancora di più su curva 4.

Arriviamo così al giro 16: Adami indica a Seb che nel giro 15 Leclerc ha chiuso in 1:38.525, Hamilton ha segnato il giro veloce in 1:38.319 (Vettel ha invece girato in 1:38.538). La risposta di Seb arriva in pista. Chiude infatti il giro 16 con un altro giro veloce: 1.38:245 contro l’1.38.572 di Leclerc e 1:38.501 di Hamilton. 

Si inizia comunque a discutere di parametri relativi alla sosta. A Sebastian domandano lo stato di usura gomma al giro 16. Come ormai saprete se leggete i miei editoriali da tempo, la risposta a questa domanda arriva al muretto grazie alla regolazione di un manettino che è poco evidente sia per posizione che a causa delle condizioni di luminosità della onboard camera. Il manettino di Seb, oltretutto, è più complesso di quello di Charles (solo numerico) e dopo un anno e mezzo non sono riuscito ancora a decifrarlo del tutto. Ho avuto comunque l’impressione che su una scala da 1 a 9 (1 si utilizza con gomme perfette), lui lo abbia spostato di due click al livello di usura 3. Medesima modifica la compie Charles al giro 14 (sempre livello 3 seppure come già detto, si tratta di impressioni a causa del limite oggettivo della qualità e ciò che è possibile vedere dall’inquadratura: Charles è infatti alto 1.80m, 7cm in più di Seb e questo si ripercuote molto in ciò che si vede del volante. Questa però è un’altra storia). Inoltre chiedono sia a Charles che a Seb un aggiornamento sull’incidenza dell’ala antecedente: Charles conferma che vuole che l’ala resti così com’è, Sebastian, invece, chiede un click in più.

Nel giro 16 chiedono a Charles di spingere e nel 18 gli comunicano che sono sul piano C. Nel giro 18 Seb e il box si confermano nuovamente a vicenda che sono sul Plan C (e la contemporaneità mi suggerisce che il Plan C fosse un piano di strategia comune che prevedeva determinate cose per il pilota dinanzi e determinate per quello dietro: cosa nello specifico, difficile sostenerlo). Adami segnala a Seb che il distacco con Charles è di 4 secondi e che pensano anche che sia buono proteggersi da chi andrà lungo con le medie (i due Mercedes).

Nel giro 19 comunicano a Leclerc il lap time di Vettel e Charles risponde a Xavier che sa che stanno girando sugli stessi tempi. In verità, ad essere onesti, quello è stato uno dei pochissimi giri in cui i due piloti hanno girato sul medesimo tempo come i dati del monitor dei tempi suggeriscono.

Nel giro 21, comunicano infatti a Seb che il distacco di 4 secondi del giro 18 è salito a 4.4 secondi e chiedono un aggiornamento su usura gomma. Mi pare Seb comunichi livello di usura 4 su 9. Sempre nel 21 chiedono l’usura a Charles. Lui aggiorna il manettino, ma nel giro 22 comunica che la posteriore sinistra è ormai andata. La risposta del box non si lascia attendere: inizialmente utilizzano una comunicazione “cifrata” per il pit stop che poi confermano al pilota a voce in prossimità della pit entry.

Leclerc passa così dalla gomme soft C4 alle medie ed esce in quarta posizione: siamo nel corso del giro 23. Comunicano a Sebastian la sosta di Charles e lui modifica il manettino di usura portandolo a livello 6 su 9 per segnalare che anche lui ha bisogno del pit stop (sta ormai girando sull’1:38.8). Nel giro 24, vedendo che non ha risposta si apre in radio dicendo: “Le mie posteriori stanno cedendo“. Adami risponde di aver ricevuto il messaggio ma che sono preoccupati di Hamilton. Comunicano a Charles nel frattempo che deve spingere.

Giungiamo così al giro 25: Sebastian rimette mano nuovamente al manettino di usura segnalando questa volta (non sono assolutamente certo, ribadisco) usura 7 sui 9 livelli del manettino. Adami non risponde e Sebastian si apre in radio nel giro 26 dicendo: “Lo hai ricevuto?” Adami risponde di sì e lo richiama ai box. Immediata la comunicazione a Leclerc: “Devi spingere ora. Spingi ora, spingi. Sebastian farà ora il pit stop.”

Anche Sebastian passa dalla gomma soft alla C3. Lo avvisano in pit lane che sarà vicino a Charles all’uscita dai box. Stessa cosa dicono al monegasco invitandolo anche ad usare nel rettilineo il K1 Plus disponibile in quel giro.

Inizia l’outlap di Sebastian. Si rende conto già in curva 3 che c’è qualche cosa che non va. Si apre in radio dicendo: “Non ho [MGU-]K, No K”. Adami risponde: “Risulta anche a noi”. Seb prova nella sequela tra la 6 e la 10 a spegnere il K2 (usato alla ripartenza), riattivarlo, spegnerlo per attivare il K1 Plus, poi il K1 ma la macchina non risponde. Mancano i cavalli aggiuntivi della parte ibrida.

Giunto in curva 10 senza alcuna comunicazione (Driver Default o quant’altro) si apre in radio dicendo: “Ditemi qualche cosa, non ho più K”. Dal box rispondono che ne sono al corrente e stanno vedendo cosa poter fare. La risposta di Seb è calma e quasi come a scusarsi per averli “interrotti” risponde di aver ricevuto il messaggio. Siamo così in curva 13. Adami chiama ai box Sebastian ma senza neanche chiudere la radio si corregge dicendo: “Ferma la macchina ora, ferma la macchina”. Seb risponde: “Seriamente?”. Adami fermo nella sua posizione: “Sì”. Sebastian risponde: “Ok, mi sto fermando; sono fermo ora. Spengo il motore”. Adami interviene dicendo: “Salta fuori dall’auto in maniera sicura. Prima metti la vettura su P0 [P0 spegne tutti i sistemi di alimentazione], e poi salta fuori in sicurezza”. Sebastian conferma di aver capito e si lascia anche andare ad un: “Ridateci di nuovo i fo***ti V12”.

La macchina, con un problema di possibile dispersione elettrica a causa di un guasto alla centralina che gestisce l’intatto ibrido, viene così parcheggiata da Sebastian in un posto sicuro dove per giunta vi era un’accesso alla pista che in condizioni di sicurezza non avrebbe nemmeno determinato una bandiera gialla. La lascia per giunta posizionata di modo che sia necessario spingerla verso il cancello in maniera dritta senza neanche toccare il volante per fare manovre, e non la lascia trasversalmente ad esso come il layout della pista avrebbe suggerito.

Non avrebbe potuto fare diversamente. O meglio avrebbe potuto: fossi stato in lui, io, dopo aver sentito dire al mio ingegnere di pista di fermarmi subito, avrei piantato la macchina direttamente alla 14 in mezzo alla pista probabilmente. Se la macchina non poteva giungere ai box per motivi di sicurezza, Seb si è preso anche dei rischi a portarla in un punto idoneo all’uscita. Come ribadito da Binotto, in quel momento la priorità assoluta era la sicurezza del pilota e la squadra ha agito nel solo interesse di quello.

Prima di tornare alla gara di Leclerc e a ciò che succederà a causa dello VSC uscita a seguito del guasto della numero 5, approfitto di questo spazio per puntualizzare due cose. La prima riguarda chi ha ipotizzato che Vettel abbia voluto fermare la pista “in mezzo alla pista” (inesattezza anche questa come già scritto) per scatenare la VSC che avrebbe fatto perdere la vittoria al compagno di squadra. Penso sia chiaro dalla trascrizione puntuale dei team radio (di cui trovate anche un video qui) che gli sia stato chiesto di farlo e anzi lui ha agito anche in maniera fin troppo precisa rispetto alla condizione di macchina con parte ibrida compromessa e relativo pericolo annesso.

La seconda invece è un pensiero che va a chi ha creduto che il GP di Russia fosse un’edizione di Temptation Island, la SF90 uno scoglio dell’Is Morus Relais e il “felice” salto per non rimanere fulminato, la dimostrazione di un Seb deluso da un video della sua fidanzata (la Scuderia) che se la spassa con un nuovo tentatore (Leclerc) e per ripicca si lancia allegro e dispettoso verso la prima tentatrice (la Mercedes a cui “ha regalato” la doppietta) nel villaggio dei fidanzati. Perdonerete la parentesi trash, ma certa gente non rappresenta altro che la traduzione della parola dalla cui TV ho tratto suggerimento per questa “aulica” parentesi! Tornando seri: io non realizzo come possa esserci gente che ignori cosa significa toccare contemporaneamente una vettura non isolata correttamente e il suolo contemporaneamente! Se l’ingegnere di pista chiede al pilota di abbandonare la vittoria in “maniera sicura”, lo fa perché c’è azzardo di shock elettrico se il corpo del pilota tocca contemporaneamente pista e vettura. Sebastian, per giunta, uscendo dalla vettura fa segno ai commissari di prestare attenzione ed usare i guanti (isolanti) prima di toccarla. E prima che si arrivi a dire che la vettura non sicura sia un’invenzione di sana pianta di un vettelino al di sopra di ogni sospetto (e vai con le citazioni oggi!), dato che nelle analisi sugli eventi di Vettel sempre più spesse volte bisogna impersonare Roberta Petrelluzzi in Un Giorno in Pretura (ardaje), è sufficiente guardare il LED dell’airscope (non verde ma rosso) e il LED posto sul muso della vettura. Entrambi hanno a lato il simbolo della scarica elettrica che rappresenta il pericolo.

Parentesi aperta e chiusa (spero per sempre) torniamo in pista con Leclerc. Viene immediatamente avvertito che Sebastian ha un problema alla vettura ed è fermo. Dopo pochi secondi viene dichiarato il regime di Virtual Safety Car che naturalmente avvantaggia le due Mercedes che ancora non si erano fermate. Charles appena arriva la comunicazione di VSC si apre in radio dicendo: “Hamilton ci starà dinanzi, vero?”. Marcos: “Pensiamo proprio di sì, tenta di rimanere quanto più vicino al delta (0) e rimani positivo su di esso”. Gli dicono inoltre mentre procede nel terzo settore di stare leggermente sotto al delta (probabilmente vi è un limite di sicurezza impostato sul software per non rischiare penalità quando non serve spingere davvero al millesimo in questi frangenti). Ciò però non servirà. Nel giro 29, infatti, Hamilton prenderà la posizione su Leclerc montando gomma soft e dietro al monegasco si posizionerà Bottas sempre su gomma soft nuova. 

Termina così il regime di VSC ma Russell va contro le barriere subito dopo la ripartenza, per un Unsafe Release. Charles ipotizza che in quella posizione possa essere richiamata una Virtual Safety Car o una Safety Car e se sia il caso di pittare. In quello stesso momento comunicano il regime di SC. Ci troviamo nel terzo settore. Leclerc domanda: “Dovremmo fermarci? Lascio scegliere a voi”. Dal box rispondono: “Se ci fermiamo perdiamo la posizione su Bottas“. Leclerc aggiunge: “Sì, ma, non so; pensate che nuove gomme possano aiutarmi?” Dal box rispondono: “Non rientrare”. Charles conferma. Questo team radio dimostra quindi che in realtà anche se avesse fatto la sosta appena uscita la SC il monegasco, sarebbe comunque uscito dietro Bottas e quindi non c’è stato l’errore di averlo chiamato con un giro di ritardo. Giungiamo infatti al giro 30: nel terzo settore riaprono la radio dal muretto e chiedono a Charles se preferirebbe uscire dietro a Bottas ma con nuove soft. Leclerc risponde: “Voglio dire, con le medie sono okay al momento. Ma perdiamo una posizione in più se ci fermiamo?” Dal box confermano che perderebbero solo quella su Bottas nonostante sia passato un giro (Verstappen era infatti distaccato). Leclerc risponde quindi: “Beh, allora forse dovremmo prenderci il azzardo”. Dal box quindi lo richiamano per sostituire le medie con le soft.

La gara riparte nel giro 33: Leclerc fin da subito non riesce a tenere il ritmo di Bottas dinanzi, si avvicina in curva 2 tentando l’affondo, ma la conformazione della pista nel settore tre ed il ritmo del monegasco comunque anche indicativo nella prima parte di gara non permette mai di creare occasioni utili ad un vero e proprio attacco.

Dal box provano di tutto: utilizzano SoC alti (7 e 8) per massimizzare la carica della batteria nel guidato e dare sfogo sul rettilineo al K1 Plus; provano a bilanciare questo aspetto tentando di non far perdere contatto nel guidato con SoC 6 e 5 e tentando di stare più vicini all’uscita della 18, sfruttare quella adiacenza con un K1 Plus di durata inferiore ma ciò non sortisce alcun effetto. 

Leclerc tenta diverse volte di usare il K1 Plus, rimane sempre in Engine 1, e “gioca” con il SoC per riuscire al meglio. Gli autorizzano inoltre una mappatura MIX più ricca, e al team radio del monegasco nel giro 46 “Datemi tutto ciò che avete, se c’è ancora qualche cosa in più”, modificano anche la mappatura Spark. Leclerc, quindi, non entra in particolari modalità di “protezione” a causa del ritiro di Seb. Anzi, spingeranno al massimo non dovendosi preoccupare a causa di VSC, e SC varie anche di eventuale risparmio di carburante.

Charles non riuscirà comunque ad avvicinarsi. In diversi giri, infatti, è percepibile come vada in overdriving nel terzo settore (e non solo) arrivando a diversi sovrasterzi (come potete vedere in immagine). Dal box, notando quanto Charles facesse fatica, suggeriscono una modifica al differenziale delle curve lente al giro 39, poi uno sulle curve veloci al giro 42. Lui stesso in autonomia al giro 44 tenta di aprire ancora di più il differenziale delle curve lente.

Suggeriscono anche uno spostamento del brake balance sull’asse antecedente. La mia impressione, infatti, è che le gomme anteriori di Charles non riuscissero a stare in temperatura. Ho avuto l’impressione dal volante poco evidente per il sole – ecco perché parlo di “Impressione” – che fossero al di sotto del working range.

Giungiamo così al giro 50 dei 53 previsti. Charles chiede se può concentrarsi sul tentare un giro veloce con un giro lento per poi lanciarsi. Dal box gli rispondono che Verstappen è a 6.6 secondi di distacco. Leclerc nel giro 51 chiede quindi quale sia il giro veloce. Dal box gli comunicano 36.3. Charles dice che potrebbe essere possibile e che vale la pena tentare. Marcos gli comunica però che Verstappen avrebbe un pit stop gratuito per tentarlo con gomma fresca ma che se non rientrerà in questo giro glielo faranno sapere e potrà tentarlo lui. 

Siamo nel giro 52: a Leclerc confermano che Verstappen non ha fatto la sosta ma che il giro veloce è ora un 35.7. Leclerc risponde: “Ah! 35.7 non è possibile”. Dal box confermano che capiscono e autorizzano la mappatura SoC 1 (massima erogazione elettrica per il singolo giro a conferma che non erano minimamente preoccupati dell’affidabilità) per l’ultimo giro. La gara finirà così in terza posizione per Charles.

Giusto a mio parere aver tentato la sosta. Un secondo posto, in questa fase del mondiale non era tanto più comodo di un terzo con possibilità di tentare il colpaccio. Non ha funzionato, ma va comunque bene così. Certo, resta solo un dubbio: se a fare la sosta in cui si è persa la seconda posizione a causa di un errore di valutazione sulla performance con gomma soft, fosse stato Vettel, certi tifosi e certa stampa a quest’ora avrebbero comunque scritto che andava bene così?

Sta diventando triste porsi questi interrogativi dalle risposte ovvie. E questo, è un vero peccato. Vi lascio come di consueto al team radio conclusivo. Quello di Leclerc lo trovate qui, quello del ritiro di Vettel – già segnalato nell’articolo – potete trovarlo sotto forma di video qui.