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Persecuzioni alle persone lgbt in Cecenia, Ferrara sfida la Russia

Tagliani e Felletti scrivono all’ambasciatore: “convegno urgente o metteremo in discussione accordi con enti locali”

Si dicono “estremamente preoccupati” per le denunce da attivisti dei diritti Lbgt relative a fatti “che reputiamo gravissimi” avvenuti in Cecenia. Il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e l’assessore alle pari opportunità Annalisa Felletti, dopo aver preso posizione lo scorso 18 aprile su quanto sta avvenendo in Cecenia contro le persone Lgbt, hanno aderito all’appello lanciato dalla rete Ready (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere) – per la sottoscrizione di una lettera (pubblicata in fondo all’articolo) indirizzata all’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, nella quale si esprime la forte preoccupazione sulla grave condizione che stanno vivendo le persone Lgbt nella Federazione Russa.

Un numero non inferiore a 100 persone sarebbero state arrestate illegalmente all’intimo della campagna contro le persone omosessuali. Un coinvolgimento delle autorità cecene sembrerebbe essere provato da una foto, pubblicata su Instagram il 7 marzo 2017, raffigurante il presidente del parlamento ceceno Magomed Daudov e Aub Kataev – capo del dipartimento degli affari interni ad Argun – con la didascalia “questi due hanno iniziato a sterminare ragazzi dalla sessualità non tradizionalead Argun”.

Dopo la prima ondata di repressione iniziata alla fine di febbraio, molte persone sono state rilasciate sotto cauzione; una seconda ondata ha successivamente portato all’arresto illegale di oltre 100 persone. In almeno 2 prigioni sono stati reclusi e barbaramente torturati uomini gay, violando gli articoli 3, 10 e 14 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, sottoscritta anche dalla Federazione Russa.

Le vittime accertate risultano quattro, ma alcune fonti parlano addirittura di 50 persone uccise. “Queste notizie – aggiungono Tagliani e Felletti – appaiono certe e confermate da testimonianze dirette cosi come dalla rete delle attiviste e degli attivisti per le libertà civili. Assumono quindi ancora più gravità le parole del governatore capo della Cecenia Kadirov che nega l’esistenza di persone omosessuali in Cecenia e dice che, se esistessero, i parenti li manderebbero “in un luogo da dove non vi è ritorno”, incitando così all’assassinio extragiudiziale di persone omosessuali in Cecenia”.

Parole che “risvegliano cupi ricordi di momenti della storia in cui sono stati commessi crimini contro l’umanità”.
I due amministratori ferraresi chiedono quindi all’ambasciatore di “trasmettere le nostre preoccupazioni al suo Governo affinché si attivi per il rispetto della legge russa, dando luogo ad un’inchiesta sulla detenzione illegale di sospette persone omosessuali in Cecenia, al fine di specificare e punire tutte le violazioni dei diritti umani”.