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Primi casi confermati di coronavirus in Italia, Inghilterra e Russia

Due donne con maschere facciali camminano nel centro di Newcastle, nei pressi della Royal Victoria Infirmary, dove i due pazienti che sono risultati positivi al coronavirus di Wuhan sono in cura, Newcastle, Inghilterra, il 31 gennaio 2020. (Ian Forsyth/Getty Images)

Le autorità italiane, inglesi e russe hanno confermato i primi casi di persone risultate positive al nuovo coronavirus nei propri Paesi.

Venerdi 31 gennaio il Dipartimento della Salute inglese ha annunciato con un comunicato i primi due casi confermati di coronavirus nel Regno Unito. Entrambi i pazienti sono stati prontamente trasferiti in un dipartimento specializzato in malattie infettive della città di Newcastle: «Stiamo adoperando procedure di controllo delle malattie infettive collaudate e testate per prevenire l’ulteriore diffusione del virus», ha dichiarato con un comunicato il Chief Medical Officer inglese, Chris Whitty.

Gli operatori sanitari stanno «lavorando rapidamente per identificare gli eventuali contatti avuti dai due soggetti» per cercare di prevenire l’ulteriore diffusione del nuovo virus, ha aggiunto Whitty.

I direttori sanitari del Regno Unito hanno innalzato il livello di allerta per il coronavirus da «basso» a «moderato», come scritto nel comunicato ufficiale: «Questo non significa che pensiamo che il azzardo per gli abitanti del Regno Unito sia aumentato, ma che il governo dovrebbe essere pronto per ogni eventualità».

Alle persone recentemente rientrate dalla Cina con problemi respiratori è stato consigliato di mettersi in auto isolamento per 14 giorni, il massimo periodo di incubazione rilevato sinora dagli esperti. Mentre a chiunque fosse rientrato da Wuhan, il focolaio dell’epidemia, è stato richiesto di auto isolarsi anche in assenza di un qualsiasi indizio.

In Italia, a Roma, due turisti cinesi sono risultati positivi al virus.

Secondo l’agenzia stampa Afp i due turisti sono marito e moglie, ed ora si trovano in contumacia presso il centro nazionale delle malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Il premier Conte ha dichiarato: «Sono fiducioso che la condizione rimarrà confinata».
A tal fine Palazzo Chigi ha deciso di sospendere tutti i voli tra Italia e Cina, dichiarando peraltro lo stato di emergenza: «A quanto ci risulta siamo il primo Paese dell’Unione Europea che adotta una misura cautelativa di questo genere», ha aggiunto il premier.

Nel frattempo anche il governo russo ha confermato i primi due casi di coronavirus nel Paese.

Il vice premier russo Tatyana Golikova ha dichiarato che i due pazienti sono entrambi cittadini cinesi, e si trovano rispettivamente nella regione del Transbajkal e in quella del Tyumen.

«Sono sotto stretta sorveglianza. Sono stati isolati, ed è stata fornita loro l’assistenza necessaria», ha dichiarato la Golikova. La Russia stava già pianificando di evacuare i propri cittadini dalla provincia dello Hubei e le compagnie aeree russe cancelleranno tutti i voli tra Russia e Cina. Quattro compagnie aeree cinesi, però, potranno continuare a volare verso Mosca.

Per quanto riguarda la frontiera terrestre con la Cina, il Cremlino ne ha ordinato la chiusura già il 30 gennaio.

I coronavirus sono una grande famiglia di virus comunemente diffusi tra molte specie animali e possono, in rari casi, infettare le persone. Non è ancora chiaro quale sia l’origine del nuovo coronavirus. Certo è che il nuovo virus si sta diffondendo tra gli esseri umani, in diversi Paesi, compresi gli Stati Uniti e la Germania.

La diffusione da persona a persona dei due precedenti coronavirus, Mers e Sars, è avvenuta principalmente attraverso le microgocce di saliva prodotte quando una persona infetta tossisce o starnutisce, in maniera molto simile a come si diffondono l’influenza e altri agenti patogeni respiratori.

Il nuovo coronavirus è emerso a Wuhan a dicembre del 2019 e da allora si è diffuso in tutte le regioni della Cina e in circa 20 Paesi del mondo. Sono stati confermati casi di infezione in America, Europa, Medio Oriente, Asia e Oceania.

Per cercare di prevenire l’ulteriore diffusione del virus – per cui attualmente non esistono né vaccini né trattamenti specifici – bisognerebbe lavarsi spesso le mani o usare il disinfettante per le mani qualora non fosse disponibile il sapone, bisognerebbe evitare di toccarsi gli occhi, il naso e la bocca con mani non lavate e bisognerebbe evitare il contatto ravvicinato con persone malate.