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East Journal quotidiano di politica internazionale

Circa 2000 persone si sono riunite tra lunedì e mercoledì in un parco di Ekaterinburg per protestare contro la costruzione di una chiesa ortodossa. La ragione portata avanti dai dimostranti sarebbe che la costruzione della chiesa sottrarrebbe alla città uno dei suoi già pochi spazi verdi. Dopo che alcuni hanno abbattuto le recinzioni che proteggevano il cantiere, la polizia è intervenuta per fermare le proteste.

Le recinzioni del cantiere erano state installate la mattina del 13 maggio. La notizia è circolata velocemente tramite i social media e la sera stessa i cittadini di Ekaterinburg si sono radunati attorno alla piazza nel parco per manifestare il loro dissenso. Dopo aver abbattuto le recinzioni, hanno occupato la piazza dove hanno costruito delle tende per pernottare. Qualche ora più tardi, alcuni uomini, lottatori di arti marziali mite identificati come guardie giurate assunte dalla Russian Copper Company – società incaricata della costruzione – sono arrivati sul luogo della protesta per respingere i manifestanti.

La polizia, che era già presente sul sito, non è intervenuta fino a tarda notte, quando ha arrestato sia alcuni manifestanti che alcuni dei loro oppositori. Le autorità non hanno comunque adottato nessun provvedimento attivo o violento per allontanare i dimostranti. Yevgeny Kuivashev, governatore della regione in cui è situata Ekaterinburg, ha affermato che i lavori procederanno e non verranno trasferiti. In totale ci sono stati ventisei arresti.

Sebbene già il fatto stesso che ci siano stati tre giorni di proteste che hanno coinvolto centinaia di persone sia significativo, il motivo per cui le persone sono scese in piazza rende queste manifestazioni ancora più interessanti.

Se da un lato proteste apertamente politiche sono difficili da portare avanti in Russia, l’attivismo locale riguardo i lavori pubblici è incrementato. Le proteste di Ekaterinburg non sono infatti state antireligiose, come sono state descritte dalle autorità, ma piuttosto contro la costruzione di quella specifica chiesa in tale sito. I dimostranti difendevano il loro ambiente urbano. “Le persone sono scontente perché neppure uno le ascolta. Nessuno è contro la chiesa. Sono contro la costruzione della chiesa in questo punto”, ha affermato un cittadino intervistato da Radio Free Europe, aggiungendo che nella città non ci sono a sufficienza spazi verdi.

Questo è stato quindi l’ultimo modello di una serie di dimostrazioni locali nate dall’indignazione verso diverse iniziative comunali.