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Massimo Carrera racconta di aver pianto, dopo aver visto la sconfitta del Zenit San Pietroburgo che assegnava matematicamente il titolo di campione di Russia al suo Spartak Mosca. Sicuramente avranno pianto tanti tifosi della leggendaria squadra moscovita, a cui lo scudetto mancava ormai da sedici stagioni e che tornano a vincere per la prima volta da quando la prima divisione russa è divenuta Prem’er-Liga (con il distacco dei grandi club dalla Lega Professionale).

Massimo Carrera è il secondo allenatore italiano a centrare un trionfo con lo Spartak: nel 2003 fu Nevio Scala a sollevare la Coppa di Russia sulla sua testa, ultimo trofeo vinto dai moscoviti. Un altro italiano però ha lasciato il segno nel campionato russo, l’attuale allenatore della Roma Luciano Spalletti, che con lo Zenit San Pietroburgo vinse due campionati consecutivi tra il 2010 e il 2012.

Lo Spartak Mosca è la squadra più tifata e titolata di Russia, legata al mito dei fratelli Starostin che la fondarono e che scontarono l’inimicizia con Lavrentij Berija e con l’apparato dell’NKVD cui era legata la rivale Dinamo con la deportazione in GULag, come magistralmente raccontato nel libro Spartak Mosca di Mario Alessandro Curletto.

Dodici volte campione nella vecchia Unione Sovietica, la “squadra del popolo” dominò il primo decennio del campionato russo, vincendo nove titoli tra il 1992 e il 2001, sei dei quali consecutivi. Artefice di otto di quei nove trionfi fu Oleg Romancev: già campione indossando la maglia dello Spartak nel 1979, da allenatore portò la squadra all’ultimo acuto sovietico (1989, con una formazione che includeva Sergej Rodionov e Igor Šalimov).

Lo Spartak ha centrato il titolo con tre giornate di anticipo, in virtù di una vittoria casalinga con il Tom’ Tomsk, siglata da un gol del venticinquenne olandese Quincy Promes, capocannoniere della squadra con 11 centri in 23 partite, e della concomitante sconfitta dello Zenit con i ceceni del Terek Groznyj. Da segnalare anche la presenza di un italiano nella rosa dello Spartak, il trentenne ex Genoa e Milan Salvatore Bocchetti, che nel 2010 aveva fatto la prima esperienza in Russia con il Rubin Kazan’, con cui vinse Coppa e Supercoppa di Russia.

Nonostante lo Spartak abbia dominato la classifica per praticamente tutta la durata del campionato, l’incarico di Massimo Carrera, fino a quel momento vice di Dmitrij Aleničev, era stato deciso in una condizione di emergenza. Aleničev, infatti, era stato costretto a rassegnare le dimissioni dopo la clamorosa sconfitta patita contro i ciprioti dell’AEK Larnaca ai preliminari di Europa League.

Carrera, ex giocatore noto soprattutto per le sue esperienze alla Juventus e come capitano dell’Atalanta, si era distinto nello staff di Antonio Conte, per cui curava la fase difensiva. Vistasi chiusa la possibilità di seguire Conte al Chelsea dopo l’Europeo, Carrera aveva accettato di ricoprire lo stesso incarico per Aleničev (vecchia conoscenza del campionato italiano con la maglia della Roma).

Accettato l’incarico ad interim dello Spartak per una manciata di partite in attesa  dell’accordo dello Spartak con il turkmeno Kurban Berdyev, Massimo Carrera è poi stato incaricato definitivamente quando gli accordi con l’ex allenatore del sorprendente Rostov della scorsa stagione non sono andati in porto.