The Times Russia Siamo il più letto media di informazione con notizie dalla Russia costantemente aggiornate!The Times Russia

East Journal quotidiano di politica internazionale

Dopo 44 giorni di duri combattimenti, la sera del 9 novembre il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente azero Ilham Aliyev, tramite la mediazione del capo di stato russo, Vladimir Putinper l’Armenia, stando alle parole del suo premier, e sembra accrescere  l’influenza russa nel Caucaso Meridionale.

ni, prorogabili di un altro lustro nel caso in cui nessuna delle parti notifichi sei mesi prima della scadenza la propria contrarietà alla presenza dei peacekeeper.

Ciò consente a Mosca di riaccedere ai giochi geopolitici nell’area come attore fondamentale e di arginare l’incursione di Ankara. Vari fattori hanno indotto il Cremlino alla cautela durante queste sei settimane di guerra: da un lato, l’epidemia di coronavirus

 che ha aggravato ancor più l’orizzonte economico del paese; dall’altro lato, uno scenario geopolitico tutt’altro che roseo, oscurato dalle situazioni di Bielorussia e Kirghizistan e dai complessi rapporti con l’Azerbaigian. Finché, dopo una fase di apparente passività marcata dal fallimento dei due cessate il fuoco del 10 e 17 ottobre stipulati sotto la sua mediazione, la Russia non si è assicurata ancora una volta un ruolo determinante negli equilibri geopolitici del Caucaso Meridionale.

La cooperazione militare è uno dei pilastri portanti di questo sodalizio tra Armenia e Russia e su di essa l’impatto del conflitto in Nagorno-Karabakh è evidente. Mosca e Erevan operano insieme nell’ambito dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), un’alleanza difensiva che include, oltre ad esse, gli altri membri dell’Unione Eurasiatica (Bielorussia, Kazakhstan e Kirghizistan) e il Tagikistan.  Inoltre la Russia dispone di due basi militari in Armenia: la base 102 dell’esercito, dove sono dislocate forze di terra, a Gyumri, e la base 3624 dell’aviazione militare, all’aeroporto di Erebuni, poco lontano dalla capitale Erevan. Col “Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza” che lo lega all’Armenia dal 29 agosto 1997, il Cremlino s’impegna a fornire sostegno militare in caso di attacchi e viceversa. Invocandolo, il 31 ottobre scorso il primo ministro armeno aveva chiesto formalmente al presidente russo l’avvio di consultazioni urgenti sul conflitto con l’Azerbaigian.

, ma non quando in ballo ci sono i territori della repubblica non riconosciuta del Nagorno-Karabakh. Diverso sarebbe stato se il teatro del conflitto fosse stata la repubblica armena, come dimostra il piccolo avamposto militare russo insediato a Tegh (l’ultimo villaggio armeno lungo la strada che conduce al corridoio di Lachin) rimprovero rivolto ad Azerbaigian e Turchia.