The Times Russia Siamo il più letto media di informazione con notizie dalla Russia costantemente aggiornate!The Times Russia

East Journal quotidiano di politica internazionale

è atterrato su una nave-drone specializzata, un evento ormai ordinario, ma inimmaginabile fino a pochi anni fa che cambia le dinamiche dell’esplorazione spaziale. Tali atterraggi consentono, infatti, il rapido riutilizzo di parte delin corso da tempo in Russia tra gli addetti ai lavori sul futuro del programma spaziale nazionale. I sovietici sono stati tra i pionieri dello spazio e, ancora oggi, la Federazione russa è, insieme a Cina e Stati Uniti, uno dei soli tre paesi al mondo con la capacità di lanciare esseri umani in orbita terrestre. I grossi investimenti in materia da parte di americani e cinesi rischiano, però, di rilegare Mosca a un ruolo marginale nel prossimo futuro. L’agenzia spaziale russa,ha un budget annuale che corrisponde a un decimo di quello della NASA. La necessità di sostituire le infrastrutture dell’era sovietica ancora in esercizio è evidente da tempo,ma poco è stato realizzato per il momento.

è stata progressivamente ammodernata nel corso dei decenni ed è ancora oggi utilizzata per portare gli equipaggi sulla ISS. La capsula è stata protagonista di tanti sviluppi importanti dell’esplorazione spaziale: il salvataggio dellae quelli, in corso a intervalli regolari ormai dal 2000, verso la ISS.

nel 2011 è rimasta, per quasi un decennio, l’unica capsula in grado di trasportare gli equipaggi internazionali sulla ISS, rivelandosi una vera gallina dalle uova d’oro pernell’impresa di ancorarsi alla stazione spaziale a sole tre ore dal lancio, un record.

sono stati proprio alcuni ex cosmonauti russi a sottolineare le differenze tra le due capsule.

che non hanno nascosto il desiderio di provare la nuova capsula americana.

agli occhi di molti, il responsabile dei mancati investimenti in nuove tecnologie. Mentre la NASA appaltava a SpaceX e Boeing la costruzione delle navicelle

– aquila.

Con il crollo dell’Unione Sovietica, Baikonur si è ritrovata in territorio del neonato Kazakhstan, costringendo la Russia a pagare un canone annuo per l’utilizzo del cosmodromo. Per Mosca è inaccettabile avere un’infrastruttura tanto importante fuori dal territorio nazionale e così, nel 2011, sono iniziati i lavori per una nuova base di lancio, il

), la conclusione dei lavori è stata via via posticipata, rivelando il livello di corruzione dell’apparato statale russo. In base a un’indagine del Comitato Investigativo Federale aperta nel 2015 dopo uno astensione dal lavoro degli operai impegnati nei lavori della base e conclusasi con 52 arresti, almenosono stati sottratti da diversi ufficiali coinvolti nel progetto.

solo cinque lanci, ma il loro numero dovrebbe progressivamente aumentare a partire dal 2021, limitando le attività a Baikonur.

, un’altra creatura dalla storia tribolata che rivela tutte le difficoltà incontrate dal programma spaziale russo dopo il crollo dell’Unione sovietica

, uno dei maggiori concorrenti di Korolev. Dopo innumerevoli ritardi e ad oltre un ventennio di distanza dall’inizio dei lavori per il nuovo lanciatore, a fine mese

(più di 100 milioni di dollari) difficilmente renderanno il razzo appetibile sul mercato internazionale del lancio dei satelliti, soprattutto a causa della concorrenza del

Nell’immagine, a partire da sinistra: un razzo Sojuz, un Proton e uno Zenit in un monumento a Nur-Sultan. I primi due lanciatori sono ancora utilizzati a più di cinquant’anni dalla loro progettazione (Alessio Saburtalo).