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Spazio, i militari USA puntano sulle partnership per rimanere avanti a Russia-Cina

Gli Stati Uniti puntano sulle partnership per sviluppare e mantenere il dominio sullo Spazio. Il comandante della Space Force, Raymond: Sostiene tutti i nostri strumenti di national power, ma il suo accesso non è più un dato assimilato. Bisogna lavorare insieme

Gli Stati Uniti puntano sulle partnership per sviluppare e mantenere il dominio sullo Spazio. Lo ha confermato il generale John “Jay” Raymond, a capo delle operazioni spaziali americane. L’alto ufficiale ha ricordato che “lo Spazio realmente sostiene tutti i nostri strumenti di national power. Fornisce grandi opportunità economiche, scientifiche e militari”. Ma allo stesso tempo, “c’è una consapevolezza tra le nazioni che l’accesso non è più un dato assimilato – ha sottolineato rispetto agli sforzi di paesi come Russia e Cina per sviluppare capacità in questo dominio -. Dobbiamo perciò essere sicuri di essere sempre avanti a questa minaccia crescente”. Perciò, si è scelto di giocare sulle alleanze. “Siamo passati da partnership che erano solo accordi di condivisione dati unidirezionali, ad altre in cui condividiamo informazioni sulla space situational awareness – ha aggiunto -. In cui operiamo, ci addestriamo ed esercitiamo insieme. Combattiamo insieme e dove stiamo appena iniziando sviluppare capacità, insieme”.

La Space Force Usa è un corpo “piccolo”, ma agile e veloce. L’obiettivo è far sì che si riduca lo spazio decisionale tra gli esperti sul campo e i decisori

Raymond ha anche “velocizzato” e reso più agile la Space Force. Lo ha fatto contenendo sia la struttura sia i numeri al suo intimo. Ciò per far sì che si riduca lo spazio decisionale tra gli esperti sul campo e i decisori. “E’ piccola ma altamente tecnica e fornisce valori molto superiori alla dimensione della struttura – ha sottolineato -. Piccoli numeri di persone possono avere un grande impatto generale”. Ad modello ha citato i circa 100 operatori presso la base aerea Schriever in Colorado, che da soli riescono a gestire l’intera costellazione GPS a livello mondiale. La forza militare, infatti, è composta oggi da circa 600 unità e, almeno per il momento, non è destinata a crescere, per espresso input dei suoi vertici. Comunque, i volontari non mancano. Sia dal mondo con le stellette sia da quello civile delle università e dei centri di ricerca.