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Iniziati i mondiali femminili in Russia e i giudici diventano subito un problema

Se bastasse la sontuosità dell’inaugurazione, per i mondiali femminili a Ulan Ute nella Siberia meridionale, ad oltre 4000 km. da Mosca al confine con la Mongolia, iniziati il 3 ottobre, il successo sarebbe un fatto scontato. Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin si è rivolto a tutta la comunità del settore, affermando: "Il pugilato femminile ha una storia lunga e ricca di eventi, ma solo all'inizio di questo secolo ha ricevuto il riconoscimento ufficiale e lo status olimpico". Ha inoltre sottolineato di essere sicuro del successo della rassegna. Il capo della Repubblica di Buriazia, Alexey Tsydenov ha dato il benvenuto e il presidente ad interim AIBA, il dott. Mohamed Moustahsane, ha dichiarato: “Ci aspettiamo di avere uno straordinario campionato mondiale con combattimenti spettacolari, grandi vittorie ed emozioni eccezionali”. Dimenticando di sottolineare anche di sperare in verdetti corretti. L’uomo forte dell’AIBA, Umar Kremlev, Segretario Generale della Federazione Russa, ha aggiunto: “I presenti sono una grande famiglia. Insieme, saremo in grado di restituire all’AIBA un ottimo futuro”. Il giuramento lo ha letto Lyudmila Vorontsova, della nazionale russa nata a Ulan Ute. Purtroppo l’iniziale abbondanza di 3-2 spesso sballati, ripropone drammaticamente l’annoso problema dei giudici che sembrano risentire dell’aria siberiana e si sprecano nel premiare le atlete dell’area asiatica. Tra le vittime più clamorose, la nostra Fadda (51) che tre giudici (kazako, venezuelano e australiano) hanno premiato 29-28, la mongola Lutsaikhan, mentre egiziano ed argentino segnavano un corretto 30-27. La ligure ha aggredito dal primo all’ultimo minuto la mongola, contata nel primo round, che ha tentato repliche molto leggere. In percentuale l’azzurra centrava almeno 3-4 colpi contro uno della rivale. Un vero peccato perché il girone era accessibile per andare avanti. Il ricorso avverso al verdetto è stato sdegnosamente respinto! Siamo in Mongolia e il pubblico faceva un tifo indiavolato per la vicine di casa, abitanti nel deserto del Gobi. I giudici già modesti, privi di personalità, subiscono l’ambiente e restano condizionati. La Locquiao (Usa) ha vinto solo 3-2 dopo aver dominato l’indonesiana Endang e la brasiliana Romeu è uscita contro la veterana filippina Petecio, pur mostrando miglior pugilato.