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OBUV, ultima occasione di vendita in Russia

FERMANO - Direzione Russia. Parola chiave per Giampietro Melchiorri, vicepresidente di Confindustria centro Adriatico, è cautela. 110 imprenditori da ogni angolo d’Italia raggiungeranno Mosca dove lunedì (21-24 ottobre) si apre l’Obuv Mir Kozi all’Expocenter di Mosca. La metà, 55, arrivano dalle Marche e di questi ben 40 sono aziende di Confindustria Centro Adriatico. Durante l’ultima edizione ci sono stati oltre settemila ingressi di operatori commerciali: grossisti, agenti, distributori, catene di negozi e boutique provenienti da tutte le regioni della Federazione Russia, dall’Ucraina, dall’Armenia.

“Il mercato russo non cresce, resta stabile nonostante il calo importante che c’era stato il primo trimestre, ma per noi è fondamentale. Per questo Assocalzaturifici continua a crederci, a organizzare incoming con i principali buyers e supportando le imprese partecipanti” sottolinea Giampietro Melchiorri, vicepresidente di Assocalzaturifici con delega a Russia ed Est Europa.

“Non bisogna guardare indietro, ci facciamo male. Se gli auspici sono quelli dell’ultimo periodo, forse a fine fiera non rimarremo delusi. Chiaro che non sia più solo l’Obuv il canale di vendita in Russia, è un passaggio di una campagna vendite. I grandi compratori dell’Est Europa si sono già mossi, spesso dopo il Pitti e ancora prima del Micam, all’Obuv le imprese hanno l’ultima occasione per far conoscere la propria collezione” prosegue.

“Arriviamo all’Obuv dopo le fiere in Ucraina e in Kazakistan. Kiev ha risposto bene, considerando che in vendita c’era la collezione estiva. Sono tornati alcuni importanti buyer che da alcuni anni mancavano. Meno brillante Almaty, ma è un mercato più piccolo ancora in fase di assestamento dove ci sono altri Paesi che spingono e hanno relazioni dirette” ribadisce Melchiorri.

Restando un mercato interessante, Confindustria, con le sue sezioni calzaturiere, ha lavorato con Regione e Camera di Commercio per un supporto concreto alle aziende partecipanti: “L’Obuv fa parte del piano fiere e di internazionalizzazione delle Marche, tanto che il 40% del costo dello stand viene coperto da fondi camerali e regionali. Non lo dico per dimostrare l’importanza di stare dentro Assocalzaturifici, ma per far comprendere che il lavoro che quotidianamente viene fatto anche con la politica per non lasciare le aziende da sole nel mare non più calmo dell’export”.

Chiusa l’edizione di ottobre si lavorerà a livello nazionale sull’Obuv di marzo: “Vogliamo renderlo sempre più attrattivo, perché la Russia resta per noi un punto fermo”.