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Rottami e nervosismo, il Mar Nero inghiotte la Ferrari. E fa scintillare la tuta nera di Lewis Hamilton: ha rischiato di partire 15esimo, si è salvato effettuando l’ultimo tentativo per accedere all’ultima sessione di qualifiche (Q3) un secondo prima dello scadere, nel caos innescato dall’incidente di Sebastian Vettel. Fuoriclasse lui e giganti quelli del muretto.

Ma non sarà una passeggiata agguantare il record delle 91 vittorie di Schumacher: in Russia rubare la scia alla partenza può cambiare tutto. Bottas tre anni fa beffò Vettel e Raikkonen dalla seconda fila, dallo stesso punto il finlandese proverà l’agguato su Lewis e Verstappen.

Bei tempi quando la Ferrari aveva di questi problemi. Adesso gli unici sorrisi arrivano dai giovani: Mick Schumacher ha dominato gara 1 della F2, è sempre più leader e sempre più vicino alla F1. Il resto è un pianto. Di nuovo le due Rosse oltre i primi dieci, come a Spa e Monza. Con una differenza importante: se lì le prestazioni erano inesistenti, a Sochi con qualche novità aerodinamica si erano visti dei progressi. Piccoli, ma in apparenza sufficienti per puntare agli ultimi posti della top 10. E invece è stata sprecata un’altra occasione in un’annata già misera, il sesto posto fra i costruttori dice tutto.

, per primo. Ha spinto, è inciampato su un cordolo finendo a muro. Fra sospensioni e braccetti divelti, si è messo a raccogliere frammenti d’ala. Che scena triste, purtroppo già vista.

: «Da parte nostra, in futuro, cercheremo di aiutarlo meglio a valutare il margine a disposizione, in modo più efficace».

A Charles l’ingegnere di pista Xavi Marcos prima comunica di avere «margine zero» e di provare a superare Kvyat. È costretto incollarsi all’AlphiTauri, il russo dinanzi (12° tempo) finisce per rallentarlo. Nuovo team radio nelle fasi decisive: «Abbiamo due secondi». Risposta: «Diavolo, erano di più di due». Al passaggio sulla linea del traguardo si contano 6’’. Un’eternità per le misure della F1.