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Sotto comando Nato sei caccia italiani sono impegnati sui cieli del Nord Europa con il compito di «polizia aerea», ossia proteggere i confini degli stati dell’Alleanza Atlantica

prodotti in Italia incontrano altro tipo di problemi. Anche se non gradevoli, si tratta di incombenze del tutto compatibili con i compiti di sorveglianza dello spazio aereo per i quali sono impiegati. La mattina del 3 luglio scorso alcuni dei sei F-35 dell’Aeronautica italiana schierati in Islanda sono stati impegnati nel «convincere», diciamo così, aerei russi che avevano sconfinato a uscire dalle parti di cielo controllate dall’Alleanza Atlantica. Tutto è cominciato su acque internazionali tra Norvegia, Islanda e Gran Bretagna.

«Velivoli da combattimento russi Mig-31, aerei Tu-142 Bear F, Tu-142 Bear J per la ricognizione e il controllo marittimo e aerei Il-78 Midas per il rifornimento in volo non rispettavano le regole dell’aviazione internazionale: nessun uso di transponder, nessun piano di volo e nessun contatto con il controllo civile del traffico aereo», riferisce un ufficiale della Nato. Con jet norvegesi e britannici, gli F-35 italiani li hanno dissuasi dal continuare e li hanno accompagnati verso l’esterno dell’area di propria responsabilità.