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Russia, elicottero caduto in Kostroma: pilota colpito da due proiettili

MOSCA – Sarebbero stati trovati due proiettili nel corpo del pilota russo Stanislav Mikhnov, coinvolto nello schianto dell’elicottero AS-350 in Russia centrale, regione di Kostroma, in cui ha perso la vita il Sostituto Procuratore Saak Abertovich Karapetyan, il nipote Areg Arutyunyan, 47, e un altro passeggero Viktor Kopteev, 54 anni.

La versione ufficiale è che l’elicottero era “sovraccarico” ma il giornalista moscovita Sergei Dorenko, ha imputato senza mezzi termini le autorità inquirenti di insabbiamento nel tentativo di nascondere due ferite di arma da fuoco sul corpo di un pilota 54enne di grande esperienza e un altro colpo alla pala dell’elicottero.

L’affermazione secondo cui Mikhnov è stato colpito immediatamente prima dello schianto dell’elicottero è stata fatta da radio Govorit Moskva di Dorenko e prontamente smentita dal Comitato Investigativo (IC) che indaga sui reati gravi.

Dorenko ha replicato: “La versione ufficiale è che il pilota ha toccato erroneamente gli alberi e l’elicottero si è schiantato. In realtà suppongo che il pilota fosse esperto”.

“L’elicottero è stato colpito da due proiettili nella parte posteriore e ciò fa pensare che quando è decollato e si è schiantato, ai comandi ci fosse un’altra persona”.

La portavoce del comitato investigativo Svetlana Petrenko ha insistito sostenendo che “L’informazione non è vera, nessuna delle persone morte nell’incidente ha riportato ferite da arma da fuoco”.

Secondo i report, Karapetyan e il nipote Arutyunyan, 47, un alto funzionario della dogana, stavano usando l’elicottero per una battuta di caccia.

A causa del maltempo il pilota aveva fatto un atterraggio vicino al villaggio di Vonyshev e i due uomini aveva chiesto a una macchina di andare a prenderli.

Successivamente hanno incontrato un abitante del villaggio, Kopteev, che si è offerto di indicare il tragitto per un breve volo così da raggiungere l’auto.

L’incidente, potrebbe essere accaduto in quel momento: un parente di Kopteev ha sentito lo scricchiolio dei rami e il rumore dell’impatto.

A seguito dello schianto, ci sono stati molti commenti del blogger anonimo “Kremlin insider”, soprannominato Nezygar, ha ipotizzato che la morte di Karapetyan “risolverà una serie di problemi molto dolorosi” nel governo russo.

Karapetyan, ex deputato e alleato di lunga data di Putin, è stato collegato alle presunte interferenze di Mosca a discapito di Hillary Clinton nella campagna elettorale di Donald Trump.

Natalia V. Veselnitskaya, un’avvocatessa russa, ebbe infatti un convegno con Donald Trump junior alla Trump Tower nel giugno 2016 con la promessa di materiale compromettente su Hillary Clinton.

Veselnitskaya ha guidato una campagna pro-Mosca per ribaltare le leggi anti-corruzione che impongono sanzioni a importanti funzionari e organizzazioni russe.

Il Magnitsky Act, firmato dall’allora presidente Barack Obama nel 2012, autorizza il governo a sanzionare i trasgressori russi dei diritti umani, congelare i loro beni e vietare l’entrata negli Stati Uniti.

Ribaltare la legge sarebbe stato lo scopo principale di Veselnitskaya, dalle e-mail trapelate è emersa l’affermazione che aveva informazioni sporche su Hillary Clinton, fornite dall’ufficio del procuratore generale.

Prima della sua morte, questa settimana, Karapetyan guidava le indagini russe sull’avvelenamento dell’ex spia Sergei Skripal e la figlia Yulia nel Regno Unito.

Ha inoltre condotto l’inchiesta sulla morte del nemico di Putin, Boris Berezovsky, e del dissidente Alexander Litvinenko entrambi avvenute nel Regno Unito.

Sembra sia stato anche un canale di fughe di notizie dei  servizi segreti britannici, statunitensi e svizzeri.

I critici russi hanno affermato che tutte e tre le inchieste di Karapetyan sui casi Skripal, Berezovsky e Litvinenko miravano a mascherare il coinvolgimento di Mosca.