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NYT: fonte Cia esfiltrata da Russia ruolo chiave in Russiagate

NYT: fonte Cia esfiltrata da Russia ruolo chiave in Russiagate

Roma, 10 set. (askanews) – L’agente di alto livello della Cia, esfiltrato dalla Russia nel 2017, era uno degli informatori chiave nell’indagine sul Russiagate, secondo quanto scrive oggi il New York Times che fornisce dettagli sull’operazione resa nota da Cnn ieri.

Secondo l’informatore, che ha fornito notizie top secret per decenni a Washington dalle stanze più segrete del Cremlino, è stato lo stesso presidente russo Vladimir Putin in persona a orchestrare la strategia di interferenze nella campagna presidenziale Usa del 2016, tra cui l’hackeraggio dei dati della Commissione Democratica Nazionale e la soluzione di favorire l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca.

Secondo fonti interne alla Cia, sia attualmente in servizio che arruolate in passato, ascoltate dal NYT in questi mesi in forma anonima, l’informatore faceva parte dell’entourage appena al di fuori del cicolo più ristretto di consiglieri di Putin, ma vedeva il presidente russo regolarmente e aveva accesso ai più alti livelli decisionali del Cremlino. Una posizione che lo ha reso “uno degli asset più di valore per l’Agenzia”, secondo il quotidiano Usa.

Gli Usa esfiltrarono dalla Russia “una delle loro fonti riservate di più alto livello all’intimo del governo russo” nel 2017, anche perché temevano che la cattiva gestione dei dossier top secret da parte di Donald Trump e della sua amministrazione potesse mettere in pericolo la fonte, secondo quanto è emerso ieri dalle rivelazioni Cnn.

Descrivendo il “culmine di mesi di paure crescente all’intimo della comunità d’intelligence”, Cnn ha spiegato che la soluzione di procedere all’estrazione fu presa poco dopo un ormai tristemente noto convegno nella studio Ovale a maggio 2017 nel quale Trump, che aveva da poco licenziato il direttore dell’Fbi James Comey, discusse informazioni d’intelligence riservatissime sull’Isis in Siria con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e l’allora ambasciatore negli Usa Sergey Kislyak.

Inoltre secondo il NYT la fonte divenne sempre più centrale quando fu chiaro che la Russia stava cercando di sabotare le presindenziali.

Il quotidiano rivela che il primo tentativo di esfiltrazione fu cancellato perché la fonte si rifiutò. Quando la condizione divenne ancora più tesa, con le prime notizie del Russiagate, la fonte accettò di essere trasferita in una località segreta.

La soluzione della Cia “ha privato l’intelligence americana di una visione dentro alla Russia proprio nel momento in cui si cercavano indizi sull’interferenza del Cremlino nelle elezioni di midterm del 2018 e nelle prossime presidenziali”.