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In Russia lutto, rabbia e sgomento: oggi i primi funerali a Kemerovo

In Russia lutto, rabbia e sgomento: oggi i primi funerali a Kemerovo

Mosca, 28 mar. (askanews) – Giornata di lutto in Russia, dove oggi vengono sepolte le prime vittime del terribile incendio nel centro commerciale di Kemerovo, in Siberia. Tre giorni dopo la tragedia, che ha fatto almeno 64 morti – tra questi 41 bambini – il Paese fatica a riprendersi dallo sgomento e lo sdegno provocati dalle testimonianze di chi è riuscito a sfuggire all’inferno del centro “Ciliegia Invernale”: bambini che si ritrovano chiusi in una sala cinematografica senza poter uscire, telefonate disperate ai genitori, l’inservibile attesa di ordini di evacuazione mentre il fumo si fa denso, ragazzi che si buttano dalle finestre per tentare di salvarsi.

Ieri, all’arrivo di Vladimir Putin in città, gli abitanti di Kemerovo sono scesi in strada a denunciare la negligenza frutto della corruzione che ha portato alla strage. Il presidente ha promesso che i colpevoli pagheranno, ha esortato a non credere alle troppe voci che girano sull’accaduto. Ma oggi i cittadini si ritrovano a con un bilancio ufficiale di 64 morti e “nessun disperso”, come annunciato alla stampa dal viceministro delle Situazoini di Emergenza Vladlen Aksyonov, quando ancora ieri sera il Comitato d’inchiesta, l’organo incaricato delle grandi indagini penali, comunicava di avere stilato un elenco di 67 dispersi.

Per oggi sono stati organizzati i funerali di una decina di vittime. Finora ne sono state identificate solo 27, hanno detto dal ministero regionale delle Situazioni di emergenza: i corpi sono bruciati a temperature di 600 gradi centigradi, nei locali del terzo piano del centro commerciale trasformato in un enorme braciere e questo complica enormemente le procedure per le identificazioni.

In base alla lista ufficiale delle vittime, la più piccola aveva due anni e 19 deceduti erano sotto i dieci anni. Una classe di una scuola del villaggio di Treshevsky è stata dimezzata dall’incendio. Sul web russo è diventato virale il video di un uomo, Igor Vostrikov, che sfoga la sua rabbia contro il vice-governatore Sergey Tsiviliov: nel rogo di domenica scorsa ha perso la moglie, tre bambini e la sorella. Vostrikov è tra i promotori dell’azione di protesta a Kemerovo: “Non ho più nulla da perdere”, ha dichiarato.

A sottolineare la distanza siderale tra l’ira della gente e le autorità locali arroccate in difesa, ieri il governatore regionale Aman Tuleev ha imputato i manifestanti riuniti sulla piazza centrale di essere stati sobillati da “oppositori” arrivati in città “a farsi pubblicità”. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, non ha voluto commentare le parole di Tuleev. Quanto a siluramenti tra le autorità locali, ha detto, “non sarebbe appropriato dare un giudizio frettoloso sulla questione”.