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Russia - Forse idrossiclorochina dietro al suicidio del magnate Bosov

Continua la diatriba intorno all'idrossiclorochina, il farmaco antimalarico 'consigliato' da Donald Trump (ha confessato di farne uso a scopo precauzionale) ma bocciato dall'Oms poiché nella lotta al Covid-19 farebbe più danni che altro. La Russia nelle sue linee guida ufficiali ne autorizza l'utilizzo "in alcuni casi" e si moltiplicano le testimonianze di pazienti e medici che raccontano di un suo uso indiscriminato. Tanto che il farmaco potrebbe celarsi tra le cause del misterioso suicidio del miliardario Dmitry Bosov, avvenuto ai primi di maggio.
    Bosov, magnate del carbone, si è infatti ucciso con un colpo di pistola nella sua villa nell'esclusivo quartiere di Rublyovka, alle porte di Mosca, dopo essersi barricato in casa per paura del coronavirus. "Parlava solo con gli amici e solo al telefono e a volte gridava: 'State a casa o morirete'", ha detto a Forbes, poco dopo il suicidio, una persona che lo conosceva bene. Bosov era anche attivo nella lotta contro la pandemia attraverso la sua Day One Foundation e in aprile, scrive il Moscow Times, la fondazione ha donato all'Italia 10mila confezioni d'idrossiclorochina attraverso l'ambasciata. A quanto pare, il miliardario faceva ampio uso del medicinale. Che, stando a diversi esperti, oltre ad avere effetti collaterali gravi su cuore e fegato potrebbe incitare stati paranoici.
    "Ho parlato con lui una settimana prima del suicidio", ha raccontato una fonte al Moscow Times, uno degli amici che è un medico professionista. "Ha detto che stava prendendo l'idrossiclorochina come misura preventiva contro il virus". "Gli ho detto che era una cattiva idea, perché aiuta solo nelle prime fasi dell'infezione. Credo che il farmaco, insieme all'isolamento, abbia portato alla psicosi e al suicidio".