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Russia - Con il lockdown raddoppiano le denunce per abusi domestici

In principio era solo un presagio, il timore che con il lockdown le violenze domestiche potessero aumentare. Ora che i dati sono arrivati, è diventata una certezza. E i numeri non sono buoni per nulla. In aprile oltre 13.000 donne hanno infatti chiamato le hotline russe per gli abusi domestici rispetto alle 6.054 di marzo. Dunque più del doppio. A suonare l'allarme è il commissario per i diritti umani presso la presidenza, Tatyana Moskalkova. "Non è uno scenario roseo", ha detto all'agenzia di stampa statale RIA Novosti.
    Moskalkova ha chiesto alle autorità di permettere alle vittime di abusi domestici di lasciare le loro case senza ottenere i pass digitali, introdotti da diverse città in Russia per monitorare il rispetto delle misure d'isolamento. Il mese scorso, ricorda il Moscow Times, i deputati hanno poi chiesto al governo di esentare le vittime dalle pene per aver violato le regole della contumacia, di fornire loro un rifugio e di ordinare alla polizia di rispondere a tutte le denunce di violenza domestica. Il capo della polizia russa, alla fine di marzo, ha dunque ordinato ai distretti regionali di far conoscere l'ubicazione dei centri di crisi per le vittime di abusi. Ma si tratterebbe del classico caso di 'troppo poco e troppo tardi'.
    La Russia ha depenalizzato i reati di abuso nel 2017 (salvo la recidiva). Una sorta di 'cartellino giallo' molto criticato da più parti e che gli stessi deputati hanno cercato di annullare con una nuova legislazione. Ma poi è arrivata la pandemia del coronavirus. La presidente del Senato, Valentina Matviyenko, ha promesso di riprendere il dibattimento sul disegno di legge non appena "le circostanze lo permetteranno". Uno scenario per nulla roseo, appunto.