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russia - Addio glamour, con il lockdown è la riscossa della dacia

russia - Addio glamour, con il lockdown è la riscossa della dacia

Non si può dire che i moscoviti l'abbiano mai abbandonata del tutto, ma con il benessere arrivato negli anni Zero e la voglia di sperimentare stili di vita nuovi la buona vecchia dacia alle porte della capitale è finita un po' nel dimenticatoio (specie fra le nuove generazioni). Ma ora, col coronavirus che impazza, è tornata in auge - godendosi la sua vendetta.
    La dacia, infatti, non è proprio come la seconda casa per gli italiani (bella o brutta che sia comunque simbolo di benessere e dotata di tutti i comfort). In Russia la dacia è spesso e volentieri un'umile casetta, di norma in legno, circondata da un piccolo pezzo di terra dove far crescere fiori e ortaggi (non di rado persino priva di servizi igienici moderni). Le sue radici affondano nell'Urss, quando lo Stato garantiva ai lavoratori il terreno. Tant'è che, stando all'istituto demoscopico pubblico VTsIOM, benché la percentuale di russi con una dacia sia in calo, nel 2019 ancora un buon 42% della popolazione ne aveva una. "Nell'era sovietica la dacia era un modo per sfuggire alla realtà sovietica, ma in un mondo globalizzato ci sono spesso cose più interessanti da fare che lavorare in un orto", dice al Moscow Times l'antropologo Mikhail Alekseevsky. Questo finché non arriva una pandemia.
    "Molti - sottolinea - si sono improvvisamente ricordati di avere una dacia e hanno iniziato riparazioni urgenti, con la priorità di installare una buona connessione internet". Le testimonianze di moscoviti fuggiti in dacia, dove si può stare all'aria aperta senza timore di contagio, si moltiplicano (compartecipe anche il benestare delle autorità, che rilasciano un permesso alla settimana per compiere il tragitto dacia-città). E chi non ce l'ha, ora vorrebbe averla. Non a caso le ricerche per affittarla sono quintuplicate sui siti internet e i resort di cottage nella regione di Mosca fanno segnare il tutto esaurito. Di questi tempi, con le vacanze di maggio alle porte, sarebbe tutto un parlare di Turchia, Cipro, Francia o Italia, le destinazioni favorite dai russi per godersi uno spicchio di sole al termine del lungo inverno. Ma gli aerei sono a terra e in strada corre il virus. E allora ben tornata dacia nei boschi.
    Perché la vita, alla fine, è un'esperienza circolare.