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Mockba, la pizza che spopola in Russia

Quella della pizza è una storia affascinante e antichissima. Nell’Antica Roma i contadini preparavano delle focacce tonde, cotte con il calore della cenere.

Con il passare dei secoli la ricetta si è perfezionata, sono arrivati in Italia ingredienti fondamentali, come il pomodoro, e la pizza è sempre più apprezzata. Con l’immigrazione e poi con la globalizzazione, il piatto è diventato, infatti, conosciuto e amato in tutto il mondo. Tanto da meritarsi singolari interpretazioni assecondando i gusti, i prodotti, le abitudini del territorio con cui entra in contatto. Le varianti più famose sono gli stili americani, dalla pizza di New York a quella californiana. Ma non sono di certo gli unici. Tra i meno noti e più interessanti c’è, infatti, la pizza russa. Prende il nome dalla sua capitale, Mosca (Mockba o Moskba in russo) e contiene alcuni ingredienti molto particolari che, secondo noi, potrebbero tentare anche molti italiani.

Il segreto della pizza russa

La pizza è presente in Russia da pochi decenni, dall’inizio degli anni ’90 con il caduta del muro del Berlino e la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Se vogliamo, è una scoperta piuttosto attuale ma il successo è stato immediato, tanto che, in meno di 30 anni, sono già arrivati a una propria rivisitazione. Come per la pizza iraniana o quella spagnola Coca, la differenza non è tanto nell’impasto. Farina, acqua, olio, lievito e sale, sono gli stessi ingredienti che usiamo anche in Italia. Quello che cambia e che rende la pizza russa Moskva speciale è la farcitura. Quattro diversi pesci, sardine, sgombro, salmone e tonno, e cipolla cruda. Diciamo che se noi abbiamo la Quattro Formaggi, loro hanno inventato la Quattro pesci. In alcuni casi, la guarnizione marina è aggiunta a una base di margherita, in altri c’è solo la salsa di pomodoro e non la mozzarella. C’è poi chi aggiunge pure le uova di pesce o l’aringa.