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Paura a Londra. Rientra l'allarme a Oxford Circus, "nessun attentato"

"La vendita dell'uranio alla Russia e il modo in cui è stata realizzata è un Watergate dell'era moderna". Prima di partire per il Texas Donald Trump ha aperto un nuovo capitolo del Russiagate, bollando in questo modo l'accordo, approvato nel 2010 dall'amministrazione Obama, con cui Rosatom diventava uno dei più grandi produttori di uranio del mondo, tanto da spingere la Pravda a questo titolo: "L'energia nucleare russa conquista il mondo". 

Cos'è il caso Rosatom

Era stato il presidente repubblicano della Commissione intelligence del Congresso, Devin Nunes, a annunciare ieri di aver avviato una indagine sui motivi per cui l'Fbi non informò il parlamento delle proprie perplessità riguardo al riuscito tentativo della russa Rosatom di mettere le mani sulla canadese Uranium One, quando era segretario di Stato Hillary Clinton.  La soluzione consentì a Rosatom di apprendere il 20% della produzione americana di uranio e fu presa, guarda caso, dopo che la Uranium One aveva effettuato diverse donazioni alla Clinton Foundation, presieduta da Bill, marito di Hillary. 

Le prove dei passaggi di denaro


L'annuncio di Nunes e la pesante accusa dell'attuale presidente americano arrivano una settimana dopo le rivelazioni del sito "The Hill", secondo cui gli agenti federali raccolsero prove di passaggi di denaro e reati di corruzione destinati a far crescere il peso di Rosatom, e dunque del potere di Vladimir Putin, negli Stati Uniti. Sarebbe stato, tra l'altro, un testimone oculare a indicare nella fondazione presieduta da Bill Clinton il destinatario di milioni di dollari, nello stesso periodo in cui la moglie Hillary, sconfitta da Obama alle primarie, veniva riciclata da quest'ultimo come capo della diplomazia a stelle e strisce. L'Fbi non informò il Congresso di tutto questo, neanche qualche anno dopo, nel 2015, quando il New York Times pubblicò, traendo suggerimento da un libro di Peter Schweizer, un articolo in cui si affermava che "i russi hanno preso il controllo di Uranium One attraverso tre transazioni separate, dal 2009 al 2013: un flusso di denaro che ha preso la via della Clinton Foundation".