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Negli Usa qualcuno vorrebbe che l’Opec fosse dichiarato fuorilegge

Tuttavia, c’è un filone critico che da anni accusa l’Opec di aver manipolato i prezzi a spese delle grandi economie consumatrici di greggio, Stati Uniti in primis, e Trump si è fatto interprete ormai da tempo di questa tesi. Negli Usa c’è qualcuno che pensa che l’Opec dovrebbe essere inserita tra le organizzazioni illegali. Questa idea si è anche trasformata in una proposta di legge, dal nome Nopec, che giace da anni nei cassetti del Congresso. I sostenitori della proposta credono che ora, con l’amministrazione Trump, ci siano maggiori possibilità che la proposta diventi una legge vera e propria. “Il Regno sa che la domanda di petrolio non durerà per sempre e così bisogna pensare al dopo Opec”, ha spiegato un alto funzionario saudita al Wsj.

A Riad controbattono che non c’è alcun dibattimento sullo scioglimento dell'Opec, almeno nel breve periodo. Piuttosto è maturata la consapevolezza dell’influenza che Arabia Saudita e Russia potranno avere sul mercato indipendentemente dal cartello. Da due anni infatti Mosca e Riad si sono molto avvicinate, collaborando per riequilibrare un mercato molto volatile.

A volere il rapporto, rivelano fonti al quotidiano statunitense, sarebbe stato l’ambizioso principe Mohammed bin Salman, giovane, innovatore ma anche accentratore del potere che recentemente ha fatto arrestare molti avversari politici rimpinguando le casse del Regno. Tuttavia la sua condizione sarebbe decisamente peggiorata a seguito dell’assassinio di Jamal Khashoggi al consolato saudita di Istanbul dopo le voci, poi smentite, di un suo coinvolgimento.

Il rapporto arriva in un momento di tensioni particolarmente acute all'intimo dell'Opec, dove l’Arabia Saudita e l’Iran portano avanti le loro battaglie spesso slegate dalle mere questioni energetiche. Riad è di gran lunga il membro più importante dell'Opec, con oltre 10 milioni di barili al giorno sui 33 milioni di produzione del cartello, quasi un terzo del petrolio estratto.

Sanzioni all’Iran hanno ulteriormente infiammato il dibattimento dentro l’Opec

Le sanzioni statunitensi contro le esportazioni di petrolio iraniane hanno infiammato ulteriormente il dibattimento all’intimo dell’organizzazione con la delegazione iraniana che ha imputato Riad di eseguire gli ordini americani.

Il presidente russo Vladimir Putin è intervenuto sull’argomento spiegando come l’asse con l’Arabia Saudita sia scontata, fissando in 70 dollari il prezzo del petrolio giusto. “E’ ovvio che abbiamo bisogno di collaborare con Riad. L’Opec Plus (Opec+ i produttori non facenti parte del cartello capitanati da Mosca)  è stata molto positiva e lo vediamo dalla condizione in cui si trova il mercato. Non dirò se abbiamo bisogno o no di limitare la produzione ma bisogna stare attenti perché ogni parola ha un impatto sui budget”.

Dal canto suo il ministro del Petrolio saudita, Khalid al-Falih,ha smentito il piano per sbarazzarsi dell’Opec:  "Non stiamo affatto considerando di eliminare l'Opec", ha detto. "Il motivo per cui li chiamano think tank è perché vogliono pensare fuori dagli schemi", ha tagliato corto.