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Russia: Potere della Siberia 2, l'avvio del progetto consolida il ruolo di fornitore energetico della Cina

Mosca , 26 mag 14:40 - (Agenzia Nova) - Con l’avvio dello studio di fattibilità per il progetto del gasdotto Potere della Siberia 2, la Russia cerca di consolidare il ruolo di fornitore energetico della Cina. Dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha dato il via libera a Gazprom per la fase preliminare di investimento, il colosso energetico – visti i problemi emersi con i tradizionali partner europei – ora cerca uno sbocco per la produzione dei giacimenti di gas situati nella Siberia occidentale. Potere della Siberia 2 dovrebbe avere una capacità di circa 50 miliardi di metri cubi all’anno, stando a quanto riferito dall’amministratore delegato di Gazprom, Aleksej Miller. Si tratta di quote importanti e tenuto conto che le forniture della Penisola di Jamal alimentano già l’Ue, la Russia – diversificando la clientela – potrebbe agire da “swing supplier”, ovvero ragionare su più fronti inviando il gas prodotto a chi offre il prezzo più alto. D’altronde, da anni la Russia sta cercando da molti anni di diversificare i suoi mercati di esportazione, passando dal mercato europeo all’area Asia-Pacifico e, in particolare, alla Cina. Gazprom, peraltro, al momento si trova in difficoltà con il suo progetto più importante in fase di realizzazione: il Nord Stream 2. Nei giorni scorsi, infatti, la Corte di giustizia europea ha dichiarato irricevibili i ricorsi presentati dall’operatore del progetto, ponendo quindi un nuovo ostacolo alla realizzazione del gasdotto. Oggi peraltro il pompaggio di gas attraverso la sezione polacca del gasdotto Jamal-Europa in mattinata è stato completamente arrestato a causa di un eccesso di offerta di gas sul mercato europeo.

L’obiettivo di Gazprom è lanciare il gasdotto Potere della Siberia 2 entro il 2030 anche se i negoziati sui prezzi con la Cina potrebbero risultare difficili. "Quando concorderemo il prezzo con i nostri partner cinesi, avvieremo immediatamente la costruzione di questo gasdotto", ha dichiarato Miller. Inizialmente il gasdotto sarebbe dovuto transitare dalla regione russa dell’Altai per poi entrare nel territorio della Cina occidentale una volta passato il confine fra i due paesi. Successivamente è stata scelta però la rotta che attraversa la Mongolia che dovrebbe comportare costi di trasporto inferiori, soprattutto perché la sezione in Cina sarà più breve. Inoltre, la possibilità di inviare parte delle forniture di gas al mercato mongolo potrebbe potenzialmente comportare costi di transito inferiori. Il tracciato potenziale di Potere della Siberia 2 prevede che, una volta attraversata la Mongolia, il gasdotto entrerebbe in Cina a ovest di Pechino. Il tracciato, quindi, suggerisce in primis che l’infrastruttura potrebbe alimentare anche la capitale mongola Ulan Bator; e inoltre che questa terminerebbe il suo tragitto nell’area della Cina dove si registra la domanda più elevata di gas. Sono dettagli da non sottovalutare perché la compagnia cinese Cnpc nei colloqui con Gazprom puntava a forniture per circa 30 miliardi di metri cubi di gas, mentre i russi vorrebbero giungere a una fornitura massima di 50 miliardi.

La Mongolia potrebbe approfittare di questo gasdotto per affrontare un problema critico, ovvero l'inquinamento di Ulan Bator. D’altronde il paese asiatico tradizionalmente è nella sfera d’influenza del Cremlino e ora quest’alleanza si potrebbe rinsaldare proprio grazie alle mire russe di diversificare il suo portafoglio di esportazioni. La Mongolia è situata in una posizione ideale per svolgere un ruolo geopolitico nella nuova strategia della Russia. Il rilancio di questa vecchia relazione speciale sarebbe reciprocamente vantaggioso poiché le entrate di transito del gasdotto Potere della Siberia 2 darebbero un grande impulso all'economia mongola. Tuttavia non si può certo pensare che con la realizzazione del progetto – se e quando avverrà – la Russia taglierà i ponti con il mercato dell’Ue. I clienti europei sono i più “anziani” clienti delle forniture di gas russo, e in questo momento – seppure sia stato registrato un eccesso di offerta – Gazprom deve preservare tutte le rotte del gas per essere pronta per un potenziale aumento della domanda in futuro. (Rum)