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RUSSIA. L’Africa stende il tappeto rosso a zar Vladimir 

Il presidente russo Vladimir Putin dicesi aver firmato accordi militari con 30 paesi africani per ampliare il potere di Mosca. Il vertice Russia-Africa di due giorni a Sochi ha visto la partecipazione dei leader di 43 dei 54 paesi africani.

Il Presidente russo, riporta il blog Celebrities Major, ha sottolineato la rinnovata richiesta di presenza russa nel continente nero e ha affermato che spera di aumentare la cooperazione con le nazioni africane per combattere l’estremismo attraverso lo scambio di informazioni tra le agenzie di sicurezza. Negli ultimi anni Mosca ha stipulato una serie di accordi militari per fornire addestramento militare ai pesati dell’Africa.

Al centro espositivo di Sochi erano stati messi in bella mostra elicotteri, jet da combattimento e veicoli corazzati, poiché Putin ha promesso aiuti militari e progetti economici, riporta Mail on line. Il commercio annuale della Russia in tutta l’Africa è raddoppiato negli ultimi cinque anni, superando i 20 miliardi di dollari, dato che le nazioni africane rappresentano oggi il 40% delle attuali commesse dell’export di armi russo. Putin ha espresso la fiducia che potrebbe raddoppiare di nuovo “come minimo” nei prossimi quattro o cinque anni. Il presidente russo ha detto: «La Russia ha firmato accordi di cooperazione tecnico-militare con oltre 30 paesi, dove forniamo una vasta gamma di armi e hardware», Secondo la Cnn, «parte di queste forniture sono gratuite».

Alexander Mikheev, direttore delle esportazioni russe di prodotti per la difesa Rosoboronexport, ha dichiarato: «Vorremmo espandere la nostra presenza in Africa, naturalmente»; Rosoboronexport erano presenti al vertice per dimostrare alcuni dei prodotti militari russi. Solo quest’anno, nove paesi, tra cui Ruanda, Mozambico e Angola, riceveranno armi russe. Mikheev ha detto che i jet da combattimento, le cannoniere, i sistemi missilistici Buk e i sistemi missilistici terra-aria S-300 rappresentano l’80 per cento degli acquisti dell’Africa.

Putin ha sollecitato aiuti militari e progetti economici durante il summit e ha persino offerto di aiutare a mediare una crescente disputa sull’acqua tra due delle maggiori potenze del continente, Egitto ed Etiopia. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che Putin ha affrontato la questione della diga con il presidente egiziano Abdel-Fattah el-Sissi e il primo Ministro etiope Abiy Ahmed in riunioni separate a margine del vertice.

El-Sissi e Abiy si sono incontrati il 24 ottobre e un portavoce egiziano ha dichiarato di essere d’accordo sulla ripresa dei colloqui tecnici “immediatamente” per raggiungere una “proposta finale” sul riempimento e il funzionamento della diga. La dichiarazione non fa alcun riferimento alle offerte di mediazione o ai piani di mediazione.

Nel discorso di chiusura, Putin ha detto: «Riassumendo i suoi risultati, possiamo dire immediatamente che questo evento ha davvero aperto una nuova pagina nelle relazioni tra la Russia e gli stati del continente africano». Ha poi sottolineato che lo sviluppo di legami più forti con il Continente nero figura tra le principali priorità di politica estera della Russia dopo che le nazioni africane sono emerse come «uno dei pilastri importanti del mondo multipolare».