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Russia-Bielorussia, possibile unificazione.Così Putin può restare dopo il 2024 - Affaritaliani.it

Operazione nostalgia. Il vintage fa forti a tutti i livelli, dalla musica all'abbigliamento fino al cinema e allo sport. Mancava la geopolitica. Ed ecco che a Est qualche cosa si muove anche in tal senso. Russia e Bielorussia hanno concluso i primi importanti passi nella direzione di una possibile unificazione che di fatto avrebbe un sapore molto sovietico. E' presto per dire che si sia di fronte a un ritorno dell'Urss, ma certamente i segnali che arrivano da Mosca e Minsk parlano di una integrazione molto più forte tra le due diverse entità statali. Se si aggiunge quanto accaduto in Crimea negli scorsi anni, comprese le più o meno esplicite allusioni del Cremlino all'Ucraina o a parte del suo territorio, senza scordarsi la presa politica ben presente anche in altri Stati dell'ex Unione Sovietica, la percezione di una possibile Russia allargata esiste.

Il quotidiano russo Kommersant ha rivelato che le autorità di Russia e Bielorussia hanno raggiunto un'intesa per la creazione di un sistema doganale e di un mercato energetico comune entro il 2021. Non solo: ci sarebbe anche l'accordo per l'integrazione del settore bancario e di quello monetario. L'intesa, che sarebbe stata sottoscritta a inizio settembre all'intimo del piano d'azione bilaterale annunciato dai due premier Medvedev e Rumas, prefigurerebbe un deciso cambio di passo nei rapporti tra Mosca e Minsk, in un nuovo sistema che assomiglierebbe secondo lo stesso Kommersant a quello di uno Stato federale. 

Insomma, qualche cosa in più di una cooperazione tra diversi Stati e qualche cosa in meno di un nuovo maxi Stato. Un obiettivo che però non sarebbe del tutto da escludere, nonostante la frenata del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, che ha parlato di accordi semplicemente economici definendo "sacra" l'indipendenza di Minsk. Ma l'opzione sarebbe sul tavolo, con modalità e tempi da verificare. Ma c'è anche chi ritiene che in cambio di una forte autonomia Lukashenko potrebbe decidersi a fare il grande passo e appianare le tensioni degli ultimi anni, legate soprattutto alla questione energetica.

Allo studio delle due parti ci sarebbe anche un'integrazione di altri settori come quello giuridico, difensivo, educativo e sanitario. Se si dovesse andare a fondo non è da accantonare l'ipotesi che si possa davvero giungere all'unificazione tra Russia e Bielorussia, più volte evocato da ambienti formali e informali di Mosca. Magari entro il 2024, anno nel quale si dovrebbero tenere le nuove elezioni presidenziali in Russia. Elezioni alle quali, stando alle regole attuali, Vladimir Putin non potrebbe presentarsi. L'unificazione tra Russia e Bielorussia e la creazione di una nuova entità statale, federale o confederale, potrebbe invece concedergli la possibilità di restare ancora una volta al Cremlino.