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Russia, Putin perde un seggio su 3 a Mosca. Ma gli dà una mano Macron - Affaritaliani.it

Dopo le più grandi proteste dal 2011, il partito dominante Russia Unita, principale sostenitore di Vladimir Putin in Parlamento, perde circa un terzo dei seggi nel consiglio comunale a Mosca. Lo riferisce Ria Novosti. Il tutto nonostante siano stati esclusi molti candidati dell'opposizione di Aleksey Navalny, che proprio in seguito a questo ha consigliato agli elettori di votare in maniera tattica, preferendo il candidato più forte contro quello di Russia Unita. Un segnale d'allarme per il presidente russo già alle prese con proteste senza precedenti. Ma arriva ossigeno dal fronte esterno per Putin, con l'annuncio di Emmanuel Macron che parteciperà al Giorno della Vittoria 2020, un appuntamento fondamentale per la leadership russa e che i leader occidentali disertavano da anni. Una svolta dopo il attuale convegno in Costa Azzurra.

Russia: voto test su Putin, polemiche e bassa affluenza

Sullo sfondo di un diffuso malcontento per il partito di governo e settimane di proteste per la mancata candidatura di esponenti dell'opposizione a Mosca, i russi si sono recati alle urne per diversi livelli di elezioni locali in tutto il Paese. Un voto visto da molti come un test per la formazione putiniana Russia Unita, alle prese con un forte calo di consensi. L'attenzione e' concentrata sul risultato delle municipali della capitale, teatro questa estate delle piu' partecipate manifestazioni anti-governative degli ultimi otto anni, finite pero' in centinaia di arresti e incriminazioni per "disordini di massa". Tra i moscoviti arrestati, c'erano anche i potenziali candidati indipendenti alle municipali di oggi. Una su tutte, Lyubov Sobol: l'avvocato, collaboratrice dell'oppositore Aleksei Navalny, come molti altri aveva provato a correre per entrare nel Parlamento di Mosca (la Duma), ma e' stata fermata dalla Commissione elettorale che ha invalidato, in modo pretestuoso, le firme presentate e necessarie per candidarsi. Intanto, cinque dei manifestanti arrestati sono gia' stati condannati al carcere, con pene che vanno dai due ai cinque anni. Circa 7,2 milioni di persone a Mosca erano chiamate a eleggere 45 membri della Duma, dominata da Russia Unita, i cui candidati pero' formalmente hanno corso come indipendenti per evitare i contraccolpi del calo di popolarita' del partito, ai suoi minimi storici. Navalny, figura di spicco dell'opposizione di piazza, ha provato a trarre vantaggio dalla condizione e ha inviato al "voto intelligente": dare, cioe', la preferenza ai candidati che avevano piu' possibilita' di battere quelli sponsorizzati dal Cremlino. "Oggi combattiamo per distruggere il monopolio di Russia Unita", ha spiegato l'oppositore all'uscita dal seggio. Secondo gli analisti il voto, in vista delle parlamentari previste del 2021, e' un test sulla capacita' dell'opposizione di mobilitare l'elettorato e sulla volonta' del potere di tollerare il dissenso. I risultati finali saranno noti solo domani, ma l'affluenza e' stata deludente nella capitale, dove solo il 17,2% degli elettori, due ore prima della chiusa dei seggi (alle 18:00), si era recato alle urne. Davanti ad alcuni seggi c'erano piu' poliziotti che elettori. "Quello di oggi e' il funerale perfino di una parvenza di elezioni democratiche", ha denunciato Sobol. La Commissione elettorale ha detto di non aver riscontrato "serie irregolarita'", ma gli osservatori indipendenti dell'associazione Golos hanno denunciato infrazioni e brogli in diversi regioni. 

Francia-Russia: Parigi, Macron sara' a Mosca per Giorno della Vittoria

Ma intanto arriva ossigeno dall'estero per Putin. Il presidente francese Emmanuel Macron si rechera' in visita a Mosca per partecipare, nel maggio 2020, alle celebrazioni del 75esimo anniversario della vittoria sui nazisti. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, che si trova in visita nella capitale russa, dove ha in programma colloqui con l'omologo, Serghei Lavrov. Le celebrazioni sulla Piazza Rossa del Giorno della vittoria, il 9 maggio, sono state disertate dai leader europei negli ultimi anni, in seguito all'annessione russa della Crimea e alla crisi ucraina.