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L'ambasciata Usa a Bagdad: "Lasciate il Paese"

"Non c'e' dubbio che la grande nazione dell'Iran e le altre nazioni libere della regione si vendiceranno dell'orribile crimine commesso dagli americani", vale a dire l'uccisione del generale Qassem Soleimani. L'avvertimento e' arrivato dal presidente iraniano, Hassan Rohani, in una dichiarazione pubblicata sul sito ufficiale del governo, dopo l'annuncio dell'uccisione del generale Qassem Soleimani, a capo delle potenti forze d'elite iraniane al Qods, in un raid statunitense a Baghdad. "Questo atto codardo e' un altro segno della frustrazione e debolezza dell'America nella regione", ha aggiunto, denunciando che Washington "viola tutti i diritti umani e il diritto internazionale con la brutalita' piu' disumana". 

Gli Stati Uniti comprino ''bare per i soldati'' di stanza nella regione. E' l'avvertimento lanciato da un alto comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (i Pasdaran), il generale Mohammad Reza Naghdi, dopo l'uccisione del comandante delle Forze al-Quds Qassem Soleimani. ''La Casa Bianca deve lasciare la regione oggi o deve andare al mercato a ordinare bare per i soldati'', ha affermato Reza Naghd. ''Non vogliamo uno sparpagliamento di sangue. Devono fare da soli la loro scelta'', ha aggiunto.

Soleimani: convocato Parlamento iracheno, "basta presenza Usa"

Il Parlamento iracheno terra' domani una sessione d'emergenza per discutere del raid americano a Baghdad, in cui tra gli altri sono stati uccisi il generale iraniano Qassem Soleimani e un alto comandante iracheno. Lo ha annunciato il vice speaker del Parlamento, Hassan al-Kaabi, dicendo che e' ora di mettere fine "all'arroganza americana". A suo dire, la sessione di domani sara' dedicata a prendere "misure decisive che mettano fine alla presenza americana in Iraq".

L'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani in Iraq in un raid aereo americano avrà come effetto un aumento delle tensioni nella regione. Lo ha detto il ministero degli Esteri russo in una nota rilanciata dall'agenzia di stampa Ria Novosti e dalla Tass. ''L'uccisione di Soleimani è stato un passo avventurista che aumenterà le tensioni nella regione'', si legge nella nota. ''Soleimani ha servito la causa di proteggere gli interessi nazionali dell'Iran con devozione. Esprimiamo le nostre più sincere condoglianze al popolo iraniano'', prosegue il comunicato.

Iraq: Congresso Usa diviso, "Rischio di guerra per decenni"

Reazioni contrastanti da parte del Congresso americano alla notizia del raid americano che ha portato alla morte, tra gli altri, del generale iraniano Qasem Soleimani, comandante delle Guardie islamiche della rivoluzione. Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha scritto su Twitter: “Il prezzo da pagare per uccidere e attaccare gli americani è salito drasticamente”. Un altro conservatore, Tom Cotton, veterano in Iraq e Afghanistan, ha parlato della morte del generale iraniano definendola un “atto di giustizia”: “Lui ha avuto ciò che ha riccamente meritato. E tutti i soldati americani che sono morti per mano sua hanno avuto ciò che meritavano: giustizia”. I rappresentanti democratici, oltre a definire Soleimani un criminale, hanno chiesto se l’attacco aereo “rappresenti una corsa verso una guerra” su cui il Congresso non è stato consultato. “L’attuale autorizzazione della forza - ha commentato il senatore democratico Richard Blumenthal - in neppure uno modo copre anche una possibile nuova guerra. Questo passo potrebbe portare a un conflitto che può durare decenni”.

IRAQ: BIDEN SU SOLEIMANI, 'TRUMP HA GETTATO DINAMITE IN UNA POLVERIERA'

Il ''presidente Trump ha gettato dinamite in una polveriera''. Così Joe Biden ha commentato l'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani in un raid aereo ordinato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. ''L'Amministrazione americana sostiene che il suo obiettivo sia quello di evitare ulteriori attacchi da parte dell'Iran, ma questa azione avrà quasi certamente l'effetto opposto'', ha affermato Biden. Il presidente Trump ''deve al popolo americano una spiegazione della strategia e del piano per tenere al sicuro le nostre truppe e il personale dell'ambasciata, la nostra gente e i nostri interessi, sia qui in patria che all'estero, così come i nostri partner nella regione e altrove'', ha aggiunto. 

"La pericolosa escalation di Trump ci porta più vicini ad una nuova guerra disastrosa in Medio Oriente che potrebbe costare un numero infinito di vite umane ed altri trilioni di dollari". A commentare in questi termini, su Twitter, il raid ordinato dal presidente americano Donald Trump è stato il candidato alla presidenza Bernie Sanders. "Trump ha promesso di mettere fine alle guerre senza fine, ma questa azione ci iscrive su un sentiero che porta ad una nuova guerra". "Quando ho votato contro la guerra in Iraq nel 2002, temevo che ci avrebbe portato ad una maggiore destabilizzazione della regione. Questo timore purtroppo si è rivelato giustificato. Gli Stati Uniti hanno perso approssimativamente 4500 soldati coraggiosi, decine di migliaia di altri sono rimasti feriti, ed abbiamo speso trilioni", si legge ancora.

Il primo ministro iracheno dimissionario Adel Abdul-Mahdi ha condannato il raid aereo americano che ha portato all'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani vicino all'aeroporto di Baghdad, definendolo una ''aggressione'' nei confronti dell'Iraq, oltre che di una ''violazione di sovranità'', affermando che si tratta di una "pericolosa escalation". Abdul-Mahdi ha quindi ricordato Abu Mahdi Al-Mohandes, il numero due delle potenti milizie sciite delle Unità di mobilitazione popolare, le Hashd Shaabi, oltre a Soleimani, comandante delle Forze al-Quds. Il premier iracheno li ha definiti ''simboli'' della vittoria irachena sui militanti dello Stato Islamico (Isis). ''L'assassinio di un comandante militare iracheno rappresenta una aggressione nei confronti dell'Iraq come Stato, come governo e come popolo'', ha detto Abdul-Mahdi in una nota. ''Portare avanti operazioni di eliminazione fisica contro esponenti iracheni di spicco o di un Paese fraterno in territorio iracheno rappresenta una flagrante violazione della sovranità dell'Iraq'', oltre a una ''pericolosa escalation che scatena una guerra distruttiva in Iraq, nella regione e nel mondo'', ha aggiunto.

L'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani in un attacco americano a Baghdad ha reso il mondo "piu' pericoloso". E' quanto affermato dal ministro francese per l'Europa, Amelie de Montchalin, in un'intervista alla radio Rtl. "Quello che vogliamo soprattutto e' stabilita' e de-escalation", ha affermato il ministro, aggiungendo che gli sforzi della Francia "in ogni parte del mondo mirano a creare condizioni di pace o almeno di stabilita'". "Il nostro ruolo - ha concluso - non e' schierarci con una parte, ma parlare a tutti".

Il leader del gruppo sciita libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha affermato che l'uccisione del comandante dei Pasdaran iraniani, Qasem Soleimani, in un raid Usa a Baghdad deve essere vendicata. "Portare a termine l'appropriata punizione per questo assassinio criminale sara' responsabilita' di tutti i combattenti della resistenza nel mondo", ha detto Nasrallah in un comunicato

E' una ''responsabilità collettiva'' quella di impartire una ''giusta punizione'' ai responsabili dell'assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un raid aereo americano vicino all'aeroporto di Baghdad. Lo ha detto il segretario generale del movimento sciita libanese di Hezbollah, Hassan Nasrallah, sostenendo che ''gli Stati Uniti non raggiungeranno neppure uno dei loro obiettivi con l'uccisione di Soleimani''.

Iraq, Cina condanna raid Baghdad e chiede a Usa di 'esercitare moderazione'

La Cina condanna il raid Usa a Baghdad che ha portato all'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani e chiede agli Stati Uniti di "esercitare moderazione e evitare l'escalation delle tensioni". Lo riporta la Cnn.