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Russia-Ue, i rapporti tornano tesi. E l'Europa si blinda militarmente a Est - Affaritaliani.it

Il disgelo è già finito. La nuova crisi con l'Ucraina riaccende la miccia sulle tensioni tra Russia e Stati dell'Unione europea. In particolare quelli del Nord Est, da sempre molto attenti alle manovre del Cremlino. E ora l'Europa, in primis la Germania,  reagisce sia a livello diplomatico sia a livello militare, serrando le fila dei suoi eserciti.

Ue: altri 500 mln a Ucraina, "solidarietà contro l'aggressione di Mosca"

La Commissione europea ha innanzitutto approvato un nuovo finanziamento di 500 milioni di euro all'Ucraina nell'ambito del nuovo programma di assistenza macrofinanziaria. Con questa erogazione, l'assistenza macrofinanziaria totale estesa all'Ucraina dall'UE a partire dal 2014 raggiungera' i 3,3 miliardi di euro, il principale finanziamento diretto tra tutti i paesi extra UE. "Il programma si legge in una nota - aiuta l'Ucraina a coprire le sue esigenze di finanziamento e sostiene l'attuazione di un ampio programma di riforme strutturali". Nell'ambito del nuovo programma di assistenza approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel luglio 2018, sara' disponibile per l'Ucraina fino a un miliardo di euro. Secondo Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione responsabile per l'euro l'Unione europea "ha dimostrato un costante sostegno politico e finanziario all'Ucraina. L'esborso arriva in un momento cruciale in cui l'Ucraina e il suo popolo affrontano una nuova aggressione dalla Russia e hanno bisogno della solidarieta' dei partner internazionali. Questo atteggiamento aggressivo non e' ammissibile nell'Europa di oggi". Pierre Moscovici, commissario responsabile per gli affari economici e finanziari, ha aggiunto che "l'Ucraina ha rispettato gli impegni politici concordati con l'UE per il rilascio del primo pagamento nell'ambito del programma di assistenza macrofinanziaria, un aspetto importante e incoraggiante che segnala che l'Ucraina continua a realizzare riforme nonostante l'attuale contesto di sicurezza e il prossimo ciclo elettorale". 

Le manovre militare sul fronte orientale

Ma le manovre sono anche a livello militare. A partire dal 2019, le navi da guerra straniere che vorranno transitare lungo la rotta del Mare del Nord dovranno prima informare le autorita' russe. Lo ha reso noto Mikhail Mizintsev, responsabile del Centro nazionale russo per la gestione della difesa al ministero russo. "Per eliminare il vuoto giuridico in termini di utilizzo della rotta del Mare del Nord, e' stato organizzato un lavoro interdipartimentale per migliorare la legislazione russa, che comportera' la notifica della natura della navigazione alle navi da guerra straniere. I lavori saranno completati all'inizio della navigazione (quando la via d'acqua diventa transitabile) nel 2019", ha spiegato Mizintsev. La rotta del Mare del Nord scorre lungo la costa settentrionale russa: l'intera rotta si trova in acque artiche, all'intimo della Zona economica esclusiva russa, e alcune tratte sono libere dal ghiaccio per soli due mesi all'anno. La parte tra Capo Nord e lo stretto di Bering viene chiamata Passaggio a Nord-est mentre il lato canadese e' il Passaggio a Nord-ovest. Fino a poco tempo fa il passaggio a Nord-est era considerato una rotta molto pericolosa per via della presenza degli iceberg e non veniva compreso nelle rotte commerciali fra la Cina e l'Europa: negli ultimi decenni pero' l'innalzamento della temperatura (aumento generale, ma ancora piu' accentuato al Polo Nord) ha reso appetibile alla navigazione commerciale, in alcuni mesi dell'anno, anche questa rotta per le navi che transitano fra Cina ed Europa. E il traffico commerciale lungo la rotta e' aumentato enormemente. Nel giugno 2015, la Russia ha annunciato piani di sviluppo per la rotta del Mare del Nord che realizzera' nel quindicennio 2015-2030. Nel frattempo l'esercito tedesco si rafforza ulteriormente e potra' contare in futuro su 5000 unita' in piu' rispetto a quanto previsto finora, arrivando a 203 mila soldati. Lo ha annunciato il ministero della Difesa, guidato da Ursula von der Leyen. Alla base della soluzione sul personale, l'aumento degli obblighi internazionali, nei confronti della Nato e dell'Ue, è stato spiegato. Ma un ruolo potrebbe averlo avuto anche il crescente timore di possibili minacce da Est. Finora era gia' stato previsto un rafforzamento: entro il 2024, il Bundeswher sarebbe dovuto passare da 180 mila a 198 mila soldati. Il piano attuale stabilisce che vi siano invece altri 5000 soldati, fra i quali 1000 riservisti.