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Matilda, il film hot che in Russia fa infuriare gli ortodossi - Affaritaliani.it

E' gia' accaduto, e potrebbe ripetersi in una Russia che gia' ha avuto a che fare in passato con la violenza dei fanatici religiosi. Anche se di una religione diversa. La mattina del 4 settembre, il 39enne Denis Murashov si lancia con il suo minibus, carico di bombole di gas e benzina, contro l'ingresso del cinema Kosmos a Ekaterinburg, regione russa degli Urali. Dopo essere uscito dall'abitacolo, butta all'intimo del mezzo un cocktail Molotov, lasciando dietro di se' un incendio che distrugge 30 metri quarati del cinema in cui sarebbe stato proiettato il film "Matilda", considerato blasfemo dai conservatori ortodossi perche' racconta la love story prematrimoniale tra l'allora 22enne successore al trono Nikolai Romanovich - il futuro ultimo zar, ucciso dai bolscevichi e fatto santo dalla Chiesa russa - e la ballerina polacca del teatro imperiale Matilda Kshesinskaya. Il film adesso esce uficialmente nei cinema di Mosca, il 26 ottobre, ed in molti temono per quello che potra' accadere. Prima di compiere il suo attentato, Murashov si era recato in chiesa a pregare. Arrestato e sottoposto a perizia psichiatrica, l'uomo e' stato definito "malato di mente", ma secondo alcuni analisti il caso non puo' essere liquidato in modo cosi' semplicistico ed e' sintomatico di un fenomeno piu' ampio: la crescita del fanatismo religioso ortodosso in Russia, con la complicita' di Chiesa e Stato.

"Chiudere tutto con la storia dei disturbi mentali e' un tentativo di evitare una discussione seria e dolorosa, cioe' che parte dalla popolazione ortodossa ritiene ormai ammissibile l'uso della forza nei confronti di chi la pensa diversamente, vale a dire la parte secolare della societa'", ha denunciato su Gazeta.ru Serghei Chapnin, direttore dell'Almanacco della cultura cristiana 'Dary' ed ex direttore del giornale del Patriarcato di Mosca. Il tentativo di Murashov di dar fuoco al Kosmos sembra rispondere in pieno all'appello del gruppo radicale 'Stato cristiano-Santa Russia' - il cui nome, non a caso, richiama quello del famigerato Stato islamico - il quale, all'inizio dell'anno, ha avvertito che "dovunque verra' proiettato Matilda, i cinema bruceranno". E cosi' e' stato: catene di distribuzione che rifiutano di mandare il film nelle sale dopo aver ricevuto minacce, cinema attaccati e intimidazioni al regista della pellicola, Aleksei Uchitel, e al suo staff.

La vicenda Matilda ha riportato sotto i riflettori la galassia del radicalismo ortodosso, che in passato si era gia' macchiata di atti vandalici contro mostre d'arte o boicottaggi di spettacoli teatrali, offensivi del sentimento religioso, per la cui tutela in Russia e' stata addirittura varata una legge, nel 2013. La galassia degli estremisti ortodossi Il gruppo oggi piu' discusso e' 'Stato cristiano- Santa Rus'. Il suo leader, Aleksandr Kalinin, e' un siberiano di 33 anni, che porta una barba da profeta del Vecchio Testamento e auspica per la Russia una teocrazia come quella iraniana, ma in versione ortodossa. Con lo zoccolo duro dei suoi 350 attivisti e altre 4.000 persone registrate sulla pagina Vkontakte dell'organizzazione, Kalinin contava di vincere la guerra contro Matilda, di cui e' tra i piu' fieri oppositori, ma e' stato arrestato il 20 settembre con altri tre attivisti per "appelli pubblici a compiere atti illeciti". Il suo movimento aveva inviato lettere ai direttori delle sale cinematografiche, intimando loro di rinunciare alla proiezione del film di Uchitel, se non volevano rischiare danni e incendi.

Kalinin, di attuale, aveva anche avvertito dell'esistenza di persone "pronte a tutto" pur di "lottare contro l'immoralita'" e "salvare la Russia dalla blasfemia". "Sebbene dubiti che siano davvero capaci di uccidere per le loro idee, il gruppo Stato cristiano-Santa Rus ha proliferato grazie al governo e alla Chiesa ortodossa russa, che hanno fallito nel proteggere i cittadini dalle azioni di questi attivisti religiosi radicali", ha denunciato Aleksei Zygmont, giornalista esperto di destra religiosa nel paese. L'organizzazione di Kalinin e' solo uno dei numerosi movimenti, che stanno fiorendo nella Russia di Vladimir Putin, dove la Chiesa, repressa brutalmente dal regime sovietico, vive da 25 anni una rinascita sostenuta dallo Stato, a caccia di una nuova base ideologica per la Russia post-comunista. Altri gruppi sono l''Unione dei messaggeri ortodossi', i cui membri indossano vestiti paramilitari, e 'Volonta' di Dio', di cui il controverso leader Dmitry Enteo ha tenuto lezioni su temi come "Putin diventera' Dio per Grazia divina?". Enteo e' stato protagonista di diversi attacchi contro manifestazioni culturali e due anni fa ha danneggiato alcune sculture in mostra al Maneggio di Mosca, perche' a suo dire suo dire "offendevano il sentimento religioso".

L'attivista e' stato arrestato per alcune ore e poi subito rilasciato. Sia la Chiesa ortodossa, che le autorita' russe hanno condannato il vandalismo di Enteo, il quale pero' non ha ricevuto una pena reale. Dall'inizio di agosto, si e' attivato contro il film Matilda anche il movimento ortodosso radicale 'Quaranta quarantine' (Sorok Sorokov, termine che indica l'insieme delle chiese di Mosca, prima della rivoluzione bolscevica: 1.600). "La Russia e' l'ultimo baluardo dell'umanita' su questo pianeta. - ha detto al giornalista Marc Bennetts il suo leader Andrei Kormukhin, 44 anni - Quello che succede in Europa, dove si rigettano i valori cristiani, e' un incubo". 'Quaranta quarantine' e' nato nel 2013 e dice di contare su 10.000 seguaci in tutto il paese. "E' una tipica organizzazione neo-fascista, che copre le sue svastiche con icone. - ha scritto Andrei Rudoi, giornalista del sito web russo Vestnik Burya - A loro si uniscono ex ed attuali hooligan, skinhead di ultra-destra e tipi simili". Sebbene la Costituzione russa preveda la netta divisione tra Stato e Chiesa, alcuni critici del governo sostengono che il Cremlino abbia deliberatamente sfumato questa divisione, nel tentativo di forgiare qualche cosa che assomigli a una nuova ideologia nazionale, in cui s'intersecano patriottismo fanatico, imperialismo e fervore religioso.

Circa il 77% dei russi si definisce cristiano ortodosso, anche se i praticanti sono molti meno. La reazione della Chiesa "Le azioni di questi fanatici sono apertamente sostenute da una parte del clero ortodosso", ha scritto Chapnin, secondo il quale sarebbe "importante, invece, uno sguardo critico su quanto sta accadendo, sia per la societa', che per la stessa Chiesa". A suo dire, il Patriarca ha dato luce verde alla formazione di tali gruppi, quando nel 2012 dichiaro' che "il cristiano deve difendere i propri luoghi sacri, con tutti i mezzi moralmente giustificabili". "Pare che gli ortodossi comprendano le parole 'metodi moralmente giustificabili' in un'accezione troppo ampia e alcuni sono convinti di rimanere cristiani, anche se commettono violenza", ha sottolineato Chapnin, secondo il quale il Patriarcato dovrebbe dire, in modo chiaro e forte, che non tollera atti di violenza o minacce alla vita umana. Il primate ortodosso Kirill ha fatto dichiarazioni pubbliche sulla "guerra santa" di Mosca in Siria, sull'"abomino" dei matrimoni gay e ha descritto i lunghi anni al potere di Putin come "un miracolo di Dio". Kirill ha evitato d'intervenire direttamente nella diatriba su Matilda, ma molto negative sono state le prese di posizione di diversi gerarchi della Chiesa ortodossa - come il vescovo Tikhon (Shevkunov), "padre spirituale" di Putin - che hanno appoggiato l'idea del divieto alla proiezione del film, ha scritto l'agenzia missionaria AsiaNews.

"La polemica - scrive l'agenzia - sta evidenziando le diverse sfumature dell'ideologia patriottica russa: quella piu' radicale, che appare piu' diffusa e aggressiva di quanto si pensasse, quella 'di Stato', piu' ideologica e sovranista, e quella della stessa Chiesa, in generale piu' moderata, ma con espressioni che si sovrappongono alle prime due". Da ultimo e' arrivata una presa di posizione personale ed autorevole da parte di Kirill. "L'insulto ai sentimenti religiosi e' una forma di estremismo, e' qualche cosa che scuote le fondamenta della vita sociale, che provoca conflitti interni", ha detto il patriarca di Mosca incontrando di attuale a Tashkent il mufti dell'Uzbekistan. E a Mosca adesso qualcuno ha paura per una nuova, ed inedita, ondata di violenze religiose.