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Siria, no fly-zone e aiuti: Usa pronti a coadiuvare con la Russia

Gli Stati Uniti sono "pronti a esplorare" con la Russia "la possibilità di creare meccanismi congiunti per assicurare la stabilità" in Siria, "comprese no fly-zone, osservatori per il cessate il fuoco sul terreno e la consegna coordinata di aiuti umanitari". E' quanto ha detto il segretario di Stato americano Rex Tlllerson, in una dichiarazione rilasciata prima di partire per il G20 di Amburgo, a margine del quale domani si terrà il primo convegno tra Donald Trump e Vladimir Putin.

"Se i nostri due Paesi lavoreranno insieme per creare stabilità sul terreno - ha sottolineato, ricordando che Stati Uniti e Russia hanno già fatto passi avanti nella creazione delle zone di de-escalation, che "hanno impedito danni collaterali reciproci - getteremo le basi per progressi verso un accordo sul futuro politico della Siria".

"Con la liberazione di Raqqa ora in corso - ha sottolineato il capo della diplomazia americana - l'Is è stata duramente colpita e potrebbe ora essere sull'orlo della sconfitta totale in Siria, se tutte le parti si concentreranno su questo obiettivo. Per completare questa missione, la comunità internazionale, ed in particolare la Russia, deve rimuovere gli ostacoli alla sconfitta dello Stato islamico e fornire la stabilità che impedirà all'Is di risorgere di nuovo dalle ceneri di questo califfato fallito e fraudolento".

"Gli Stati Uniti e la Russia hanno certamente differenze irrisolte su alcune questioni - ha ammesso Tillerson - ma abbiamo il potenziale per coordinarci in modo appropriato sulla Siria, per produrre stabilità e servire i nostri reciproci interessi di sicurezza".

Fatta questa premessa, gli Stati Uniti "ritengono che la Russia - ha osservato il segretario di Stato - in quanto garante del regime di Assad ed essendo fra i primi partecipanti al conflitto siriano, ha la responsabilità di assicurare una risposta ai bisogni del popolo siriano e che nessuna fazione in Siria riprenda in modo illecito o occupi le aree liberate dal controllo dell'Is o di altri gruppi terroristici. La Russia ha anche l'obbligo di impedire ogni ulteriore ricorso ad armi chimiche da parte del regime di Assad".