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Russia, Gatilov: “Le sanzioni alla Siria ostacolano gli sforzi contro il coronavirus”

Ha parlato il rappresentante permanente della Russia presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra Gennady Gatilov. Ha affermato che le sanzioni economiche imposte alla Siria dagli Stati membri dell’UE e degli Stati Uniti ostacolano gli sforzi profusi per combattere il Covid-19 e per fornire aiuti ai bisognosi.

Il diplomatico russo ha evidenziato gli incessanti sforzi compiuti dalla Siria. La sua risposta rapida e seria nel prevenire lo schianto della pandemia, come l’apertura di laboratori, ospedali e centri di contumacia in tutte le province siriane.

Ha sottolineato anche che l’Organizzazione mondiale della sanità apprezza molto gli sforzi compiuti dalla Siria. Nonostante negli ultimi anni abbia dovuto affrontare i crimini dei terroristi che hanno sistematicamente distrutto molte strutture sanitarie del Paese.

Gatilov ha ribadito il sostegno della Russia agli sforzi compiuti dall’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria Geir Pedersen. Criticando il atteggiamento di alcuni stati occidentali che cercano di minare gli sforzi per raggiungere una soluzione pacifica nel paese.

Il capo del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Medio Oriente e Nord Africa, Fabrizio Carbone, ha dichiarato il sostegno dell’organizzazione ai passi che mirano a rafforzare la posizione della Siria in merito alla lotta contro la pandemia di coronavirus e al raggiungimento della stabilità della salute.

Nello stesso contesto, il Capo del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) in Siria, Philip Spoerri, ha affermato che le sanzioni economiche imposte alla Siria incidono negativamente sulle condizioni di salute del popolo siriano, chiedendo di sollevarle per raggiungere uno sviluppo economico e raggiungere progressi in Siria.

Spoerri ha denunciato che molte delle forze produttive non possono lavorare a causa delle sanzioni economiche imposte alla Siria. Come al solito si parla di misure imposte arbitrariamente dall’Occidente alle Nazioni politicamente non allineate. Non c’entrano niente con ipotetiche violazioni del diritto internazionale. Sono solo uno strumento per stancare la resistenza dei popoli che non intendono farsi assoggettare. Un modo di colpire la popolazione in modo indiscriminato, reso ancor più criminale e pericoloso in un periodo come questo.