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F1, GP Russia: da Sochi a San Pietroburgo?

GP Russia da Sochi a San Pietroburgo?

Il GP di Russia potrebbe cambiare sede, lo si è appreso nel paddock dopo che è stato svelato il nuovo autodromo in costruzione vicino a San Pietroburgo. Si tratta di un impianto permanente all'avanguardia e le intenzioni sono proprio quelle di ospitare la F.1 a breve. Secondo Kyvat, il pilota russo della Toro Rosso, non sarebbe male perché spostare la gara vicino a città come San Pietroburgo o Mosca attirerebbe più tifosi e appassionati di quanti non ne arrivano a Sochi (anche se il paese più vicino si chiama Adler e l''ospitalità alberghiera è ridotta ai minimi termini). Il nuovo tracciato, fra l'altro, sarebbe vicino alla Finlandia e messo a calendario nella data giusta consentirebbe a moltissimi tifosi locali di assistere a un GP nei pressi di casa (o quasi). Di sicuro San Pietroburgo o Mosca sono molto più attrattive e interessanti di Sochi sulla quale pende anche il problema del contenzioso con l'Ucraina e i confini che spesso creano problemi a chi deve passarli o alle merci in transito.

La F.1 sbarca a Sochi ma evita Aeroflot

Per spostarsi da Singapore a Sochi il circo della F.1 ha avuto alcune opzioni obbligate di volo. La Emirates ha organizzato un aereo privato che è partito il lunedì mattina alle 12 dall'aeroporto di Singapore diretto a Sochi no stop. Era un charter il cui biglietto costava almeno 1800 euro in classe economica, (senza contare che poi da Sochi bisognava tornare a casa...) per cui a parte le squadre che avevano urgenza di trasferire il personale, gli altri si sono arrangiati con piani di volo allucinanti. Molti italiani, ad modello, sono rientrati lunedì sera su Malpensa e sono ripartiti il martedì alle 14, quindi neanche 24 ore a casa, solo il tempo per cambiare le valigie e ripartire. Altri hanno optato via Parigi e per Sochi hanno scelto di passare da Istanbul. L'anno scorso moltissimi hanno fatto scalo a Mosca con Aeroflot, ma nel viaggio una settantina di giornalisti e personale vario ha dovuto fare i conti con le valigie smarrite. Alcuni, al ritorno, oltre a non avere ricevuto i bagagli per tempo, hanno perso la coincidenza da Mosca e sono stati dirottati nei vari aeroporti a seconda di come erano le disponibilità della compagnia russa. La brutta sorpresa è stata che neppure uno è stato protetto in hotel, per cui chi ha dovuto aspettare si è pagato di tasca propria la stanza o ha dormito in aeroporto, ma dopo un giro allucinante, appena arrivati a casa dopo qualche tempo si sono viste recapitate le valigie aperte e derubati di oggetti vari. Dai pantaloni ai profumi, dal rasoio elettrico alle scarpe. E la compagnia aerea non ha dato nessun supporto, ragion per cui quest'anno la parola d'ordine di tutti è stata boicottare la compagnia nazionale, a meno di non viaggiare con bagaglio a mano, e passare da Istanbul o via Francoforte. E poi qualcuno dice beato te, ti porto la valigia...Visto come sono state conciate, forse servirebbe davvero l'assistente di viaggio!