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Libera Pungente Benefica

Con gli uomini contati, le rotazioni corte e giocatori che hanno corso con una media di 39 minuti a testa si può solo giubilare per una vittoria sofferta ma fondamentale per come è la Champions. Le lacune in difesa sono ancora evidenti ma in una giornata simile possono anche passare in secondo piano. Importante capire come la squadra affronterà il recupero in vista dell’importante trasferta di campionato a Cremona

Senza Lorenzo D’Ercole, in licenza perché in procinto di diventare papà, senza Hamady N’Diaye, rimasto a casa per problemi con il passaporto, senza Luca Campani, e Luca Campogrande, in panchina ma out per problemi fisici, la Sidigas Scandone Avellino può solo essere felice per aver espugnato il parquet russo all’esordio in Champions League. Anche se per aver avuto la meglio sul Nizhny Novgorod sono stati necessari ben due tempi supplementari ed un importante dispendio di energie.

Ma non era possibile fare altrimenti visto che i due punti esterni, in una competizione a cui la società tiene molto, sono fondamentali e per come si è sviluppata la partita sarebbe stato davvero un peccato perdere. La Scandone conferma di avere ancora diverse lacune soprattutto in difesa, ma dimostra di avere nel roster dei campioni di primo pelo che, nonostante le rotazioni ridotte all’osso, e gli innumerevoli minuti disputati in campo, alla fine del secondo supplementare correvano come se si stesse giocando ancora il primo quarto.

Eccezion fatta per Spizzichino, 7 minuti per lui, e Sabatino, quasi 4 minuti, Costello, Filloy e Sykes hanno abbondantemente superato i 30 minuti di gioco mentre Green, Nichols e Cole hanno addirittura superato i 40 di gioco. Quest’ultimo oltre ad essere quasi sempre presente sul parquet ha messo a segno la bellezza di 34 punti come se fosse la cosa più naturale del mondo. Nonostante i margini di miglioramento ci siano tutti, sia in attacco che in difesa (la prima vera difesa utile forse è arrivata prima del pareggio di Cole al 40’), l’impressione è che la Sidigas in attacco sia una schiacciasassi imprevedibile.

Ora Green, ora Nichols, ora Costello, ora Sykes, con la garanzia che Cole fa i fuoriclasse, sono innumerevoli le frecce nella faretra di coach Vucinic che ha saputo gestire al meglio le rotazioni e caricato la squadra anche quando la prima sembrava essere andata. Il Nizhny Novgorod ci ha creduto, è andata sotto, ha rimontato, ha giocato un ultimo quarto perfetto fino a 60 secondi dalla fine in cui ha dilapidato 6 punti di vantaggio. Una bella squadra, peccato che abbia potuto contare solo sulla classe di Broussard, Toropov e Perry e poco sugli altri atleti.

La Sidigas dunque torna a casa con due punti d’oro e una stanchezza da smaltire in poco tempo in vista del prossimo importante match di campionato che la vedrà impegnata su un campo difficile come quello della Vanoli Cremona. Sarà l’occasione per capire quali sono i margini di recupero di questo gruppo che, ad ogni modo, potrà contare sul rientro di D’Ercole, N’Diaye e sul possibile recupero di Campogrande. Al momento si deve solo essere soddisfatti di questa Sidigas.