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Russia, lo spot per il referendum contro le adozioni gay: «È questo il Paese che volete?» – Video

Un video pro-riforme costituzionali, che saranno sottoposte al referendum confermativo del 1° luglio, in Russia, ha suscitato ampie critiche per il suo messaggio anti-gay. Il filmato è stato realizzato dalla Federal News Agency e dal gruppo Patriot, entrambi legati a Yevgeny Prigozhin, l’uomo d’affari che si celerebbe dietro alla “fabbrica dei troll” e al gruppo di mercenari Wagner – società di soldati privati russi molto vicina al Cremlino, nonostante la Convenzione Onu del 1989 contro il arruolamento, l’uso, il finanziamento e la formazione dei mercenari considera il loro dispiegamento “una violazione delle leggi internazionali”.

Nel video in questione, un ragazzino di un orfanotrofio russo scopre di essere stato adottato da una coppia di giovani gay (uno dei quali, pesantemente truccato da donna, gli porge un vestito da femmina come regalo). A questo punto la voce narrante interviene e dice: «È questa la Russia che volete? Decidete il futuro del Paese, votate gli emendamenti alla Costituzione».

Il filmato mostra l’ipotetico scenario nel caso in cui la Russia non accogliesse la proposta di emendamento all’articolo 72 della Costituzione, che definisce il matrimonio come un’unione “tra un uomo e una donna”. Di conseguenza nell’anno 2035 le persone Lgbtq in Russia – sempre ipoteticamente – potrebbero essere autorizzate ad adottare bambini. L’oppositore Alexei Navalny, in un post su Twitter, ha pubblicato il video sui social commentando: «Gli uomini di Putin sono andati completamente fuori di testa sul tema dell’omosessualità», scrive il giornale Meduza.

Il referendum del primo luglio

Inizialmente fissato per il 22 aprile, è poi slittato – a causa della pandemia da Coronavirus – al primo luglio il referendum sulla riforma della Costituzione voluto dal presidente russo Vladimir Putin. Così facendo, il leader ha di fatto cancellato il limite di due mandati consecutivi. Questo potrebbe permettergli di rimanere presidente del Paese fino al 2036. La riforma costituzionale, già adottata dal Parlamento, non ha bisogno di essere convalidata dalle urne ma Putin vuole una conferma popolare. Se passerà, il presidente, 67 anni e al potere dal 2000, potrebbe restarci per i prossimi 16 anni.