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Russia. Polemiche per l’annullamento della prima su Nureyey

Tra lo stupore e la polemica (non troppo accesa) le autorità russe hanno censurato la prima prevista al teatro Bolshoi di Mosca sulla figura del celeberrimo ballerino Rudolf Nureyev (in realtà Nureev), morto di Aids nel 1993, all’età di 55 anni.
Alla base della soluzione assunta dal ministro per la Cultura Vladimir Medinski vi sarebbe la controversa legge sul divieto di propaganda dell’omosessualità, per la precisione di “propaganda di valori sessuali non tradizionali”, introdotta da Vladimir Putin nel 2006, ed una scena dell’opera diretta dal regista Kirill Serebryannikov avrebbe visto sul palco una danza di ballerini nudi con sullo sfondo una gigantografia di Nureyev, anch’esso nudo. Descrivere la vita di Nureyev glissando sul suo orientamento affettivo-sessuale è impossibile, ma nella Russia di Putin ciò avrebbe rappresentato uno scandalo, una temibile propaganda dell’omosessualità.
Tra l’altro la prova generale di venerdì aveva preannunciato un successo, forse perché Serebryannikov è conosciuto non solo per le sue capacità, ma anche per spingersi con la sua arte fino quasi alla contestazione dei rigidi dettami del Cremlino.
Sul finire degli anni ’50 le autorità di Mosca avevano vietato a Nureyev di lasciare il paese soprattutto per gli scandali legati ai suoi comportamenti sessuali, ma nel 1961, a causa di un infortunio del primo ballerino del Kirov, Konstantin Sergeyev, gli fu ordinato di esibirsi al suo posto a Parigi, dove scappò e chiese asilo politico.