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Russia. Esercitazioni nello Stretto di Bering. Perché fanno gola le risorse energetiche

Negli ultimi anni la Russia ha dato la priorità al rafforzamento della sua presenza militare nella regione artica, che si ritiene possa contenere fino a un quarto del petrolio e del gas non scoperti sul pianeta Terra. Secondo le stime citate dal presidente russo Vladimir Putin, il valore delle ricchezze minerarie dell’Artico equivalgono a 30 trilioni di dollari.
L’esercito russo ha implementato negli ultimi anni le sue esercitazioni nella regione, poiché le relazioni della Russia con l’occidente sono scese al livello più basso dai tempi della Guerra Fredda, dopo l’annessione da parte della Russia della penisola di Crimea, del conflitto nel Donbass e di altre crisi scoppiate in questi anni.
Nei giorni scorsi la presenza militare russa ha provocato preoccupazione tra i pescherecci statunitensi che navigavano nel mare di Bering.
La USCG (U.S. Coast Guard) ha contattato l’ALCOM (Alaskan Command) alla JBER (Joint Base Elmendorf–Richardson), che ha confermato che le navi erano lì come parte di un’esercitazione militare russa già pianificata che era già nota ad alcuni ufficiali militari statunitensi. La flotta russa del Pacifico, i cui mezzi sono tra gli altri il sottomarino nucleare Omsk e l’incrociatore missilistico Varyag, stavano prendendo parte alle manovre. Questi mezzi navali hanno lanciato missili da crociera Onyx contro un bersaglio nel Golfo di Anadyr dalla costa della penisola di Chukchi.
Mentre l’esercitazione era in corso, i militari statunitensi hanno avvistato un sottomarino russo che emergeva vicino all’Alaska, che si trova di fronte alla Siberia attraverso lo stretto di Bering.
Il NORAD (North American Aerospace Defense Command) e il USNORTHCOM (United States Northern Command) stanno monitorando da vicino il sottomarino. Il NORAD ha inviato caccia F-22 per intercettare tre gruppi di due aerei da pattugliamento marittimo russi Tu-142 che si sono avvicinati all’Alaska. I jet russi sono rimasti però nello spazio aereo internazionale e in nessun momento sono entrati nello spazio aereo sovrano degli Usa o del Canada.
Il capo della marina russa, l’ammiraglio Nikolai Yevmenov, ha detto che più di 50 navi da guerra e circa 40 aerei stavano prendendo parte all’esercitazione nel mare di Bering, che ha comportato molteplici lanci di missili.
L’esercitazione militare russa si sta comunque svolgendo in acque internazionali, ben al di fuori delle acque territoriali degli Usa.
Il governo russo vede lo sfruttamento delle sue riserve artiche come il punto cruciale della sua strategia energetica fino al 2035. Il piano prevede la triplicazione della produzione nazionale di GNL (Gas Naturale Liquefatto) entro il 2024.