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Prospettive delle relazioni Italia-Russia dopo la Brexit. Tavola rotonda a Mosca

MOSCA. Il futuro e le prospettive delle relazioni tra l’Italia e la Russia sono state argomento di analisi e di discussione durante la Terza Conferenza Internazionale “Trasformazione delle Relazioni Internazionali nel XXI secolo: Sfide e Prospettive” che si è svolta il 27-28 aprile 2017 presso l’Accademia diplomatica del ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa con il supporto del Fondo di Diplomazia Pubblica Alexander Gorchakov ed ha visto la partecipazione di più di 100 ricercatori e specialisti provenienti da 15 paesi differenti.
In grande risalto la tavola rotonda “Prospettive delle relazioni Italia-Russia dopo la Brexit” organizzata il giorno 27 aprile e che ha visto la partecipazione di Alessandro Figus, professore in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritto dell’Unione Europea presso l’Università Link Campus di Roma, Tatyana Zvereva, direttore del Centro di Studi Euro-Atlantici e di Sicurezza Internazionale dell’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, in qualità di moderatori e Massimo Cilento, professore e ricercatore in Scienze Politiche presso l’Università La Sapienza di Roma, Svetlana Gavrilova, dottoressa ricercatrice in Storia Contemporanea presso il Centro di Studi Euro-Atlantici e di Sicurezza Internazionale dell’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, Sylvie Josserand, membro dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale ed avvocato presso la Corte d’Appello di Nimes e di Parigi nonché professore abbonato presso l’Università di Nimes, Evgeny Martynenko, professore abbonato presso il Dipartimento di Teoria e Storia delle Relazioni Internazionali dell’Università di Amicizia dei Popoli di Mosca, e Stefano Mustica, Professore in Comunicazione Politica presso l’Università Link Campus di Roma, in qualità di oratori.
Il tema della tavola rotonda è stato incentrato sull’analisi delle relazioni italo-russe a seguito della Brexit partendo dal concetto di base che l’Unione Europea è tradizionalmente legata alla Russia e l’Italia, in special modo, ha da sempre mantenuto buone rapporti anche durante il periodo sovietico ed i recenti eventi inerenti la Crisi Ucraina.
Proprio in merito all’Ucraina è possibile constatare che la reazione italiana è stata lenta ed incline alla moderazione ed al dialogo rispetto alla linea dura e di confronto/contrasto seguita da altri membri dell’Unione Europea. Linea moderata che però non ha potuto evitare un graduale cambiamento della politica estera italiana verso la Russia con relative ripercussioni nel campo economico ed imprenditoriale.
Partendo dal concetto di base che le relazioni tra la Russia ed i paesi dell’Unione Europea devono evolversi e strutturarsi a fronte dei problemi internazionali, come quello del terrorismo, la cooperazione con Mosca diviene in questo caso necessaria specialmente nel settore della sicurezza sia terrestre che marittima. La tavola rotonda ha analizzato queste tematiche ponendo come idea centrale la necessità di trovare un “pensiero comune” tra Italia, e quindi Europa, e Russia il cui sviluppo possa portare benefici non solo nel campo delle relazioni internazionali ma anche della sicurezza.
Nel suo discorso introduttivo Alessandro Figus ha analizzato lo status attuale dei rapporti tra Italia e Russia alla luce dei recenti avvenimenti come l’elezione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, il conflitto ucraino, la guerra civile siriana e la lotta al terrorismo internazionale.
Tenendo a mente che l’Italia è un partner di lunga data della Russia in diversi settori, Figus ha dichiarato che, nonostante tutto, la Repubblica Italiana cercherà di sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali con la Federazione Russa. Un problema che influisce sui rapporti con Mosca è quello però dell’allargamento della Nato che vede l’Italia impegnata a sostenere spese militari e contributi relativamente elevati rispetto ad altri paesi membri dell’Unione Europea. Di grande interesse la domanda che Figus ha rivolto ai partecipanti della Tavola Rotonda concludendo il suo discorso: cosa è più importante al giorno d’oggi la politica o l’economia? In che modo l’Italia si deve relazionare con la Russia, pensando agli interessi geopolitici nazionali ed europei oppure considerando l’importanza del settore imprenditoriale ed economico?
Evgeny Martynenko ha sottolineato come la Brexit sia stata una soluzione democratica presa dalla popolazione del Regno Unito e per questo motiva deve essere rispettata. Fondamentali nelle relazioni Russia-Unione Europea sono invece gli accordi di Minsk il cui status giuridico speciale rappresenta secondo Martynenko la radice del problema.
Svetlana Gavrilova ha esaminato in dettaglio le conseguenze negative delle sanzioni per le economie di Russia e Italia e della inconveniente nello sviluppo delle relazioni bilaterali. Allo stesso tempo però, a seguito del conflitto in Crimea, si deve notare un aumento del numero di visite bilaterali che possono essere considerate come un tentativo di normalizzare i rapporti nelle condizioni di sanzioni le quali, secondo la ricercatrice russa, devono essere abolite perché incidono significativamente sulle economie russe ed italiane.
Stefano Mustica, in qualità di esperto nel campo della comunicazione, ha posto l’attenzione invece sul valore mediatico della parola Brexit in termini di influenza sulla popolazione. Questo termine, conciso, succinto e facilmente ricordabile, secondo lo studioso italiano, ha esercitato un fascino e potere maggiore rispetto a parole come “unione”, “no disintegrazione dell’Unione Europea” oppure “riunione”. In questo caso un espediente comunicativo ha influenzato la geopolitica e le relazioni internazionali del continente europeo a dimostrazione di come le strategie di comunicazione al giorno d’oggi abbiano un peso rilevante in materia politica ed economica.
Presente alla Tavola Rotonda anche Tatyana Zonova, professoressa di Relazioni Internazionali presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO), nota conoscitrice del panorama politico italiano e dei rapporti italo-russi, che ha ribadito l’importanza della rimozione delle sanzioni ritenute soltanto uno ostacolo nei rapporti bilaterali. Secondo Zonova il dialogo tra le parti è fondamentale per superare i problemi attuali e si impone come necessario creare uno sguardo nuovo su ciò che sta accadendo oggi attraverso il lavoro congiunto e la cooperazione.

Autori:
– Daria Y. Bazarkina: Coordinatore della Ricerca in Gestione della Comunicazione e Comunicazione Strategica presso il Centro Internazionale per gli Studi Socio-Politici e Consulenza (ICSPSC, Mosca, Russia).
– L.L. Kulikova: ricercatrice stagista presso il Centro Internazionale per gli Studi Socio-Politici e Consulenza (ICSPSC, Mosca, Russia).
– Giuliano Bifolchi: Analista geopolitico, Dottorando presso l’Università di Roma Tor Vergata, Direttore della OSINT Unit di ASRIE Associazione (Roma, Italia).