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Emergenti a sconto, Corea del Sud e Russia sono le occasioni

I mercati in via di sviluppo continuano a inseguire le zone developed. Colpa, soprattutto, delle tensioni commerciali fra Usa e Cina che hanno penalizzato gli esportatori. Il paese asiatico, dicono da MIM, è sottovalutato. Quello dell’est Europa offre un rendimento ammissibile nonostante qualche azzardo.

C’è valore da cercare negli emergenti? L’indice Morningstar relativo ai paesi emergenti da tempo sta inseguendo quello dedicato alle aree sviluppate. Il paniere emerging market in un mese (fino al 15 ottobre e in euro) è rimasto praticamente fermo, fotografando a +11,5% l’andamento da inizio anno. Quello dedicato alle zone developed, in quattro settimane, non ha certo brillato (+0,12) ma, da gennaio, ha portato a casa +22,4%.

Anche la categoria Morningstar dedicata ai fondi che investono nei mercati emergenti a livello generale è rimasta praticamente invariata nel mese, segnando +13,4% da inizio anno.

“Le azioni dei mercati emergenti hanno incontrato un periodo difficile a causa delle tensioni commerciali fra Washington e Pechino che non hanno fatto bene al sentiment relativo a paesi che vivono di esportazioni come Cina, Corea del Sud e Taiwan (le società di questi tre stati formano il 60% dell’asset class)”, spiega James Foot, Head of capital markets e asset allocation per l’area Asia-Pacific di Morningstar.  “Questo è uno dei motivi più importanti per cui i mercati emergenti, da inizio anno, sono stati indietro rispetto a quelli sviluppati”.

Corea del Sud e Russia
In un quadro del genere, tuttavia, secondo Foot si aprono delle prospettive di investimento per gli operatori. “Nella condizione attuale, le aree emergenti continuano ad essere fra le nostre preferite”, spiega il gestore. “Più nel dettaglio ci accorgiamo che le opportunità fra gli emerging sono diverse. Sulla Corea del sud, ad modello, abbiamo una persuasione medio-alta a causa della sottovalutazione di quel mercato”.

Anche gli emergenti dell’Europa dell’Est sono un segmento interessante. “Abbiamo una visione positiva sulla Russia sostenuta dalla nostra conviction sugli emerging del Vecchio continente”, spiega il manager di MIM. “Ci sono valutazioni interessanti che possono dare un rendimento ammissibile anche alla luce dei rischi legati al coinvolgimento dello stato nella gestione di alcune società e all’impatto delle sanzioni (seguite all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione Russa, Ndr)”.

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