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Dopo ben 2 anni la Russia rimuove il ban a Telegram. Pace fatta?

Dopo ben 2 anni la Russia rimuove il ban a Telegram. Pace fatta?

Circa due anni fa iniziò la crociata tra Telegram, il famosissimo servizio di messaggistica istantanea e la Russia, con la partecipazione dell’Iran in un secondo momento.

Per farla breve: nel 2018 la Russia fece “guerra” alla piattaforma di Pavel Durov in seguito al rifiuto di quest’ultimo di fornire le chiavi per accedere ai messaggi criptati di Telegram. Il rifiuto di tale richiesta, motivata dalle leggi anti-terrorismo in vigore in Russia dal 2016, ha portato gli ISP russi a bloccare 15,8 milioni di IP appartenenti alle piattaforme cloud di Amazon e Google, sulle quali si appoggiava Telegram. Questo, come potete immaginare, ha causato una valanga di disservizi relativi non solo a Telegram, ma anche alle attività degli stessi Amazon e Google. Poco tempo dopo si accodò alle decisioni russe anche l’Iran, per motivi affini.

Tornando al giorno d’oggi la Russia avrebbe deciso di rimuovere il ban a Telegram, conscia dell’importanza di questo strumento come mezzo per diffondere gli aggiornamenti in merito alla pandemia di Covid-19. A ciò si aggiungono le promesse formali dello stesso Durov ad aiutare il governo a contrastare il terrorismo e l’estremismo, senza però cedere le chiavi di decrittazione.

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Non è un segreto infatti che Telegram abbia per anni combattuto una “battaglia digitale” contro l’ISIS, rimuovendo costantemente tutti gli account o i canali di comunicazione degli affiliati all’intimo della piattaforma. Sembrerebbe essere tornata la pace dunque, nell’attesa di una risoluzione definitiva tra le parti che, nonostante le ovvie divergenze, sembrano ora intenzionate a camminare nella stessa direzione.