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Opec, accordo su taglio produzione. Domani il verdetto della Russia

L'Opec ha approvato un ulteriore taglio alla produzione di petrolio di 1,5 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre per contrastare l'impatto negativo dell'epidemia di coronavirus sui prezzi del greggio. La Russia non ha ancora dato luce verde ai numeri proposti. Il prezzo del greggio accelera al rialzo

L'Opec ha approvato un ulteriore taglio alla produzione di petrolio di 1,5 milioni di barili al giorno (bpd) nel secondo trimestre per contrastare l'impatto negativo dell'epidemia di coronavirus sui prezzi del greggio per via del calo della domanda di oro nero a livello mondiale. Per l'ok ai tagli serve però anche la luce verde dai Paesi non membri del cartello.

L'intesa, secondo quanto appreso da alcune fonti a conoscenza dei fatti citate dall'agenzia Dow Jones Newswires, prevede una riduzione di 1 milione di barili al giorno per i Paesi membri dell'Opec e ulteriori 500.000 barili per i 10 alleati del cartello guidati dalla Russia. Il piano proposto oggi deve ancora essere approvato dalla Russia e da altri Paesi non Opec che si riuniranno domani.

Le stesse fonti hanno puntualizzato che la Russia ha concordato in linea di principio di ridurre la sua produzione, ma non ha ancora dato luce verde ai numeri proposti dall'Opec. E' bastato, comunque, l'annuncio di nuovi tagli per sostenere i prezzi del greggio: il Brent ora avanza dello 0,49% a 51,39 dollari al barile e il Wti dello 0,73% a 47,12 dollari al barile.

A sostenere il prezzo dell'oro nero è anche un aumento inferiore alle attese delle scorte di greggio negli Stati Uniti che ha smorzato alcuni timori relativi all'eccesso di offerta nel mercato americano. Infatti, secondo i dati pubblicati ieri, le scorte settimanali di greggio Usa sono risultate pari a 444,119 milioni di barili, in aumento di 0,784 milioni di barili rispetto alla settimana precedente. Il dato è però risultati inferiore al consenso degli economisti che avevano previsto un aumento di 3,1 milioni di barili.

Di attuale Goldman Sachs a causa dell'impatto del coronavirus ha ridotto la sua stima sul prezzo del Brent nel secondo trimestre di quest'anno a 45 dollari il barile, aspettandosi un graduale recupero a 60 dollari entro fine anno. Morgan Stanley ha fatto altrettanto: ha tagliato la sua stima sul prezzo del Brent nel secondo trimestre a 55 dollari e del Wti a 50 dollari al barile. (riproduzione riservata)