The Times Russia Siamo il più letto media di informazione con notizie dalla Russia costantemente aggiornate!The Times Russia

V-A-C Foundation: tutto il bello della Russia nel cuore delle Zattere

Varcare per la prima volta la soglia del palazzo delle Zattere vuol dire lasciarsi trasportare in una realtà diversa. Una realtà in cui l’arte e la cultura russa incontrano la tradizione veneziana. Difficile non sentirsi smarriti all’inizio. Ma poi è impossibile non innamorarsi, quando si realizza quali e quante meraviglie si celano dietro le spesse porte di questo maestoso palazzo. Ci troviamo all’intimo di V-A-C Foundation, centro culturale con sede principale a Mosca, che ha scelto di aprire una sua sede proprio lungo fondamenta Zattere.

La mission: il dibattimento come punto di partenza

V-A-C Foundation è nata a Mosca nel 2009 per volere di Leonid Mikhelson e Teresa Iarocci Mavica. Si propone come scopo quello di produrre cultura, collaborando con pubblico e artisti. Una vera e propria piattaforma di scambio in cui il dibattimento permette di ridefinire il panorama artistico e culturale contemporaneo. Grazie al lavoro svolto con le comunità locali, V-A-C Foundation è riuscita a realizzare programmi espositivi, editoriali ed educativi volti a superare il confine tra le diverse discipline. Dando così vita ad una nuova “geografia generale”, come viene definita dalla stessa fondazione. È questa la metodologia che guida le diverse attività di V-A-C, sia nella sua sede principale di Mosca, sia nello spazio veneziano.

Lo spazio di Venezia: abbracciare la città giorno dopo giorno

Lo spazio di Venezia occupa oltre 2.000 metri quadri. E ben 3 dei 4 piani dell’edificio (proprietà dell’Autorità portuale di Venezia) sono dedicati a mostre, performance, laboratori e residenze artistiche. V-A-C Foundation si conferma così come un ponte immaginario tra la cultura russa e quella italiana, creando occasioni di dialogo e confronto. Lo spazio è stato così organizzato in modo da dare ai suoi fruitori la percezione di essere introdotti non in una fredda sala museale, ma in una struttura accessibile a tutti e accogliente. Come se si trattasse di un’abitazione antica.

Non è un caso: la struttura risale alla seconda metà dell’Ottocento e ha subito diversi interventi di ristrutturazione, a partire dagli anni ‘50 del Novecento fino agli anni ‘90. L’opera, così come possiamo ammirarla oggi, è merito dell’architetto Alessandro Pedron. A lui è stato commissionato il rifacimento necessario per adattare il palazzo alle esigenze della fondazione. Anche a Venezia, V-A-C Foundation è centro di produzione culturale. Grazie alla collaborazione tra il pubblico e gli artisti locali e internazionali, la fondazione riesce a dar vita a nuove forme espressive legate alla contemporaneità e allo spazio circostante, in un’ottica di apertura verso la città e di inclusione.

Le esibizioni precedenti: “Time, Forward!”

Nel periodo compreso tra maggio e ottobre 2019, lo spazio ha ospitato la mostra “Time, Forward!”, un progetto di Omar Kholeif, Maria Kramar e V-A-C Foundation. L’idea alla base dell’esposizione ruotava sul concetto di tempo. Sia da un punto di visto storico, con i grandi eventi che ci hanno condizionato, sia da un punto di vista strettamente personale, a tratti spiritoso. Lo stesso titolo dell’esibizione riprende uno slogan sovietico del XX secolo. Che ha dato poi il nome anche ad un film, un romanzo e un brano musicale, utilizzati per molti anni e ancora ben noti in Russia. Anche in questo caso, si è rimarcato lo stretto legame tra la tradizione sovietica e la voglia di aprirsi al mondo e alla contemporaneità, mostrando le ricerche svolte da diversi artisti russi e create appositamente per lo spazio delle Zattere.

La dom kultural: porte aperte alla collettività

Poco prima del lockdown, V-A-C Foundation aveva aperto le sue porte alla città con il progetto “DK Zattere”, la “dom kultury” nata in età sovietica e riproposta in chiave moderna. Durante gli anni ‘20, infatti, i DK erano centri ricreativi progettati e sviluppati dai cittadini da poter frequentare liberamente e in cui coltivare i propri hobby. Cioè musica, teatro, laboratori di vario genere. Ma anche sale dedicate a spazi espositivi e cinema o sale da concerto.

Nel corso dell’edizione appena conclusa, V-A-C Foundation ha messo a disposizione i propri spazi gratuitamente. Offrendo due sale studio (particolarmente apprezzate dagli studenti di IUAV e Ca’ Foscari), una piccola zona relax in cui poter giocare a scacchi e una sala di “deprivazione sonora”. Questa, in particolare, era un’installazione in cui agli ospiti era data la possibilità di rilassarsi in un ambiente con luci soffuse e poltrone comode. Indossando delle cuffie per eliminare i rumori esterni, era possibile ascoltare, tramite un appropriato strumento da passare sulla fronte, i rumori provenienti dal proprio corpo.

Diversi i laboratori proposti, dalla “squatting dance” ai corsi di yoga. Passando per “telebridge” (una serie di videochiamate con la sede di V-A-C Foundation russa per discutere di argomenti legati all’arte e alla cultura) fino ad giungere al cineforum con film indipendenti di respiro internazionale. Quella dello scorso anno è stata la seconda edizione di DK. E l’idea è quella di proporre nuovamente questo tipo di attività, se le condizioni lo permetteranno.

L’installazione permanente Laguna viva

Nella primavera del 2018, il progetto del palazzo delle Zattere si è ulteriormente arricchito con un’installazione permanente, situata nel giardino della struttura.

Si tratta di Laguna Viva, realizzata dal collettivo londinese Assemble e dall’Organizzazione We Are Venice. Due grandi vasche, collocate all’intimo di un giardino, che racchiudono l’habitat naturale della palude veneziana, da poter osservare da vicino durante le diverse stagioni dell’anno. Un ottimo modo per connettere la realtà esterna con l’intimo e per studiare da vicino come i fenomeni climatici esterni influenzano i ritmi della laguna.

Sudest 1401: un mix di culture anche a tavola

Sempre nel 2018, viene aperto Sudest 1401. Non solo un ristorante, ma un “progetto socioculturale”, come viene descritto dagli stessi ideatori. Sudest 1401 è un ritrovo per quanti vogliono assaporare (è proprio il caso di dirlo) ciò che di meglio ha da offrire la cultura culinaria dell’Est in una piacevole fusione di sapori con le ricche ricette del Sud Italia. Il tutto preparato con gli ingredienti “a km zero” dei produttori locali e accompagnato da ottimi vini. Anche in questo caso, a farla da padrone è lo scambio tra culture differenti e l’atmosfera rilassata e allo stesso tempo ricercata che il personale riesce a regalare.

I progetti per il futuro

Dopo i mesi di chiusura, V-A-C Foundation si apre nuovamente alla città. Grazie ad un accordo con il Comune di Venezia, si è deciso di offrire gli spazi della fondazione per la realizzazione di attività che coinvolgano la comunità. In particolare, si darà precedenza alle associazioni che, messe a dura prova dal lockdown, non hanno risorse sufficienti per svolgere le proprie attività. Il bando si è concluso proprio in questi giorni.

«Per Venezia – commenta l’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini – questo è un segnale importante e una grande opportunità. In questo particolare momento, per noi è un piacere rafforzare la collaborazione con la prestigiosa V–A–C Foundation. Che, fin da subito, ha voluto mettersi a disposizione della città e dei suoi cittadini, offrendo la possibilità di utilizzo gratuito dei suoi bellissimi spazi alle Zattere. Un luogo centrale di produzione culturale, dove gli operatori, gli artigiani, gli artisti, le associazioni e i cittadini veneziani avranno la possibilità incontrarsi e di realizzare belle iniziative».

Come sottolineato poi dal direttore della Fondazione V–A–C, Teresa Mavica, è proprio questo lo scopo primo dello spazio veneziano. «Non abbiamo mai inteso avere uno spazio meramente espositivo a Venezia. La missione della Fondazione a Venezia, come a Mosca, è sviluppare la produzione culturale; lo scopo del nostro lavoro sta nel trasformare lo spazio da espositivo, a luogo d’convegno per la gente, nel rimettere al centro del programma il pubblico, tanto locale, quanto internazionale. Ormai da tre anni opera DK Zattere, un progetto con scadenza annuale, che si sta trasformando in un ap-puntamento fisso nel calendario dei veneziani. Oggi, più che mai, ci sembra importante ed urgente ricordare ai veneziani che siamo pronti a ricominciare insieme a loro».