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Turchia e Russia bombardano i civili in Siria. Colpiti medici e ospedali

Non è certo una novità, purtroppo. L’aviazione russa, insieme a quella di Assad, ha bombardato per anni e anni intere città e soprattutto strutture sanitarie, ospedali, ambulanze, medici e volontari che cercavano di salvare i feriti.

Con l’intervento in forze della Turchia iniziato pochi giorni fa, la guerra civile siriana entra in una nuova, mostruosa, fase.

E non solo perché i turchi bombardano strutture sanitarie e ambulanze (ad modello quelle di “Un Ponte Per”,) , ma anche perché l’operazione militare turca apre ulteriori spazi ai crimini di guerra (qui le immagini di ambulanze colpite).

Crimini già da tempo perpetrati e ignorati, se non sostenuti, da partiti estremisti europei.


Quale modello della lunga storia di crimini russi in Siria, alcune inchieste sono state realizzate dalle organizzazioni mediche e dall’ONU. Una nuova inchiesta è stata pubblicata dal New York Times (NYT) stamattina. Documenta un bombardamento di ben quattro ospedali avvenuto nell’arco di 12 ore a inizio maggio 2019. Il NTY sostiene di avere le prove che siano stati esattamente i russi.

Turchia contro i curdi: destabilizazzione e orrore

L’escalation della guerra provocata dall’intervento turco, porta dunque ulteriori massacri e ulteriori crimini di guerra. Iniziano a circolare le drammatiche immagini di bambini mutilati, donne massacrate, quartieri civili distrutti, incendi, prigionieri e civili senza armi che vengono uccisi a sangue freddo.

Le atrocità aumentano di giorno in giorno, con immagini raccapriccianti di terroristi e mercenari dell’SNA (la milizia bene armata dai turchi) che uccide civili e prigionieri già arresi con le mani alzate.

Ieri è stata assassinata proprio dai miliziani dell’SNA un leader politico dei curdi, la signora Hevrin Khalaf, attivista per i diritti umani.

Odio semina odio. È chiaro. E se un processo di dialogo e di pace era avviato tra turchi e curdi, adesso Erdogan lo ha deragliato con la sua mossa azzardata. Evidentemente tesa a recuperare consenso dopo le sconfitte politiche degli ultimi tempi e la forte crisi economica e finanziaria in cui si dibatte la Turchia.

L’Isis rialza la testa

L’effetto dannoso provocato dall’operazione militare turca contro i curdi è anche più ampio. Una prigione dove erano detenuti miliziani dell’Isis è stata infatti sconvolta dalle bombe turche. Gli efferati criminali di guerra dell’Isis sono così scappati a decine, insieme alle loro famiglie.

Si tratta di quasi 800 persone, pronte a seminare nuovamente terrore non solo in Medio Oriente ma anche in Europa. Visto che molti di questi sono i cosiddetti “foreign fighters” di origini europea. Gente che si è data alla guerra e al crimine.

Anche in altri luoghi di detenzione sono avvenute fughe di tali individui, perché sotto le bombe turche i curdi non riescono più ad assicurare la loro detenzione.

Iniziano così le offensive terroristiche dell’Isis, per adesso nel territorio siriano. E non solo con attentati ma anche con offensive di terra.

La tattica militare della Turchia: un orrore nell’orrore

La tattica e la strategia dei turchi, d’altronde, è chiara. In avanscoperta mandano i mercenari e i terroristi dell’SNA. I quali conquistano uno a uno i villaggi attorno alle città, e i sobborghi delle città maggiori, commettendo le loro atrocità.

Le forze armate turche, al fine di ridurre le vittime nei ranghi dell’esercito ufficiale, si limitano a bombardare a tappeto. Seminando il panico e provocando morte e distruzione e, finora, qualche cosa come 130mila rifugiati.

Le cifre dei poveretti che scappano dall’orrore provocato dai turchi, sono dunque aggiornate al rialzo di ora in ora. Fino a un paio di giorni fa si prevedeva un nuovo flusso di profughi di circa 300mila persone. Adesso l’ONU parla di una stima di 500mila nuovi rifugiati prossimi venturi.