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Semifinali quinto posto. L'Italia batte la Russia. Ma con fatica

Italia: Del Lungo, Di Fulvio 2 (1R), Luongo, Figlioli 2, Fondelli, Velotto 2, Renzuto 2, Echenique 1, Figari 2, Bodegas, Aicardi 3, Dolce, Nicosia.
All. Sandro Campagna
Russia: Statsenko, Suchkov 1, Vasilev, Dereviankin 1, Ashaev , Kharkov 3, Merkulov, Nagaev 1, Bychkov 3 (1R), Kiselev, Lisunov 2, Shepelev 1, Fedotov.
All. Sergey Evstigneev
Arbitri: Berishvili (GEO), Dervieux (FRA)
Parziali: 5-3, 4-4, 3-1, 2-4.
Note: usciti per limite di falli nel IV tempo Kiselev(R), Figari (I).  Espulso per proteste nel IV tempo Aicardi (I). Ammonito per proteste nel IV tempo Sandro Campagna (ct Italia). Nel IV tempo Statsenko (R) para tiro di rigore deviato dal palo. Nella Russia in porta Statsenko nel I e IV tempo, nel II e III Fedotov.  Superiorità num. Italia 2/12, Russia 5/16.

Certamente non ha avuto il colpo di coda che si auspicava, anzi, l’Italia contro la Russia, pur vincendo (fatto da non sottovaturare) non ha brillato, quasi avesse poca voglia di giocare. La Russia sta tentando da un paio di anni di rialzarsi da quelle sabbie mobili in cui è caduta negli ultimo ventennio, e in questi campionati europei ha fatto vedere cose a sufficienza buone. Anche oggi con l’Italia, pur dimostrando di avere poca fantasia nel gioco, ha messo in luce una certa quadratura del cerchio. E probabilmente, a portieri invertiti, sarebbe approdata alla finale per il quinto posto. Già perché il problema per Evstigneev sembra essere proprio quello di specificare un degno successore di quel Sharonov che giusto trent’anni orsono difendeva la porta di una fortissima squadra.
Italia a sufficienza distratta, quasi svogliata: il 3 su 11 con l’uomo in più dimostrano non tanto incapacità a segnare, quanto la poca applicazione nel trovare il gol.
Azzurri partiti a sufficienza bene: Figari spegne la sua candelina dopo neppure 27” di gioco (a proposito auguri !) quindi dopo il momentaneo pareggio russo, gli azzurri prendono il largo, anche grazie ad un sei metri trasformato da Di Fulvio.
Quindi ad inizio del secondo parziale, il primo “smarrimento” che porta gli avversari ad un pareggio più che meritato. Quasi con rabbia il Settebello riparte e chiude sulla seconda sirena con un nuovo doppio vantaggio. La seconda parte di gara è da dimenticare: azzurri a corrente alternata, spingono ogni volta che la Russia si avvicina, mantenendo comunque sempre un risicato vantaggio. Ultimo quarto denso di nervosismo: Aicardi reagisce con l’arbitro per l’annullamento di un gol e viene cacciato, Campagna si becca un giallo. In vasca le cose vanno a sprazzi con qualche errore di troppo in superiorità, russi che senza strafare cercano un’insperata rimonta che si concretizza con la rete del -1 di Kharkov a 2” dal termine. Ci vuole un gran gol di Velotto per tranquillizzare tutto il clan azzurro. Ma così non va proprio bene.
Anche perchè con la Serbia la musica sarà diversa se ssi vuole conquistare il quinto posto finale.