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Russia, assolto un Testimone di Geova dall'accusa di attività estremiste

Come riportato dall’agenzia stampa Ansa «Il Tribunale Distrettuale della Repubblica di Cabardino-Balcaria ha dichiarato non colpevole Yuriy Zalipayev e lo ha assolto da tutte le accuse». Zalipayev è il primo Testimone di Geova a essere stato assolto dopo la sentenza della Corte Suprema Russa del 2017, che ha proscritto le attività dei Testimoni di Geova in tutta la Federazione. 

Nel corso delle udienze, più di 30 persone avevano testimoniato che le presunte attività “estremiste” del Zalipayev erano in effetti di beneficio per la collettività: come tutti i testimoni di Geova, Zalipayev aveva infatti incoraggiato a leggere la Bibbia e a trattare gli altri con rispetto e gentilezza.

La sentenza di liberazione emessa dal tribunale – ricorda ancora l’Ansa «è anche basata sulle conclusioni a cui è giunto di attuale il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che ha affermato che i Testimoni di Geova non possono essere definiti “estremisti”, né praticano o promuovono alcuna forma di violenza».

Ad oggi in Russia e Crimea sono 388 i Testimoni indagati, 45 quelli imprigionati, 26 quelli agli arresti domiciliari. Alcuni sono stati sottoposti a torture dalle forze dell’ordine. 

Il giorno seguente altri sei fedeli russi Testimoni di Geova hanno visto sospese le condanne ricevuto per l’esercizio del culto.

Gli sviluppi arrivano una settimana dopo che dozzine di studiosi di tutto il mondo hanno invitato il presidente russo Vladimir Putin a porre fine alla persecuzione dei Testimoni di Geova.

I 6 sono stati condannati a pene dai 2 ai 4 anni, ora per l’appunto sospese.

«Siamo lieti che non siano stati imprigionati, ma rimane una grave ingiustizia per loro essere condannati semplicemente per la loro pacifica attività», ha detto Jarrod Lopes, portavoce dei Testimoni di Geova, in una dichiarazione.

«Ci auguriamo che la Russia smetta di diffamare i testimoni di Geova con l'etichetta assurda di “estremisti" in modo che possano pregare liberamente e contribuire pienamente alle comunità che amano».

Alcuni dei sei che hanno ricevuto condanne sospese hanno trascorso settimane in custodia cautelare o agli arresti domiciliari. Alcuni hanno anche visti congelati i loro conti bancari, ha detto Lopes.