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La Russia e i soliti sospetti: Tokyo si allontana?

Il responsabile dell’agenzia antidoping russo, Yuri Ganous, si aspetta che la Russia venga esclusa dalle Olimpiadi 2020 e nel 2022. Lo ha dichiarato in un’intervista alla France Presse. La Russia è già stata bandita da diverse competizioni internazionali negli ultimi anni a causa dello scandalo del doping diSstato. Pertanto, nella migliore delle ipotesi, è possibile una partecipazione limitata «di alcuni dei nostri atleti su invito», come ai Giochi del 2018 a Pyeongchang, ha spiegato. Secondo Ganus, così come in Corea del Sud, la Russia non sarà né alle Olimpiadi estive del 2020 in Giappone, né ai Giochi Invernali del 2022 a Pechino. A settembre la Wada, l’agenzia antidoping mondiale, aveva chiesto alla Russia di spiegare le «incoerenze» nel database del laboratorio di Mosca, sospettando una possibile manipolazione. Tuttavia, la trasmissione di questi dati all’inizio del 2018, un gesto di trasparenza, ha segnato il ritorno a un rapporto di fiducia tra le due parti dopo lo scandalo. Mentre il ministro dello sport russo Pavel Kolobkov ha inviato le sue risposte alla Wada l’8 ottobre, secondo Ganous l’entità della manipolazione è tale che le spiegazioni saranno probabilmente insufficienti. Il direttore ha spiegato che la Rusada è estranea al caso perché non aveva accesso al database. I dati, ha aggiunto, erano «sotto il controllo del comitato d’inchiesta» russo, potente istituzione giudiziaria che conduce indagini penali sui funzionari dell’ex laboratorio coinvolti nel doping. «La Russia non può continuare con questi vecchi metodi», ha proseguito Ganus. «Dobbiamo toglierci l’idea che l’Occidente stia cercando di farci pressione… La Russia deve fare ordine dentro casa sua». Ci vogliono «nuovi leader nelle organizzazioni sportive, tra cui un nuovo ministro dello sport». In questa battaglia «aspetto il sostegno del presidente Vladimir Putin», ha sottolineato Ganus. Finalmente qualcuno che non dice cose ipocrite. La Russia è una potenza negli sport acquatici, quasi quanto la Cina con la quale condivide anche questo primati sulla dubbia trasparenza. Grandi Paesi nei quali è più difficile il controllo sugli atleti.

Infine a Kazan dall’1 al 3 novembre, saranno 4  i convocati per la tappa di Coppa del Mondo: Arianna Castiglioni, Ilaria Cusinato, Luca Dotto e Manuel Frigo. A Kazan ci sarà un tour de force di gare fino al 10 novembre.