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Ue-Russia, Ministro del Commercio Eurasia: con Ue non c'è dialogo

Verona (askanews) - Il problema? La mancanza di dialogo con la Commissione Europea. Ma la speranza della Commissione Economica eurasiatica è che con l'Europa, nonostante le sanzioni, si torni al tavolo dell'economia. Così in un intervista Veronika Nikishina, il ministro del Commercio dell'Unione Economica Eurasiatica:

"L'Unione Europea ha sempre rappresentato per noi un partner fondamentale. Per tre dei cinque paesi dell'Unione Eurasiatica la UE è il primo partner commerciale, per gli altri è il secondo. Purtroppo nel 2014 i nostri scambi commerciali sono si sono pesantemente ridotti. Ma noi vediamo che nella prima metà del 2017 c'è una crescita del 25% rispetto all'analogo periodo del 2016. Noi speriamo che la nostra collaborazione commerciale si normalizzi. Purtroppo il dialogo attivo con la Commissione europea si è congelato in seguito agli eventi politici. Noi come Commissione eurasiatica siamo una commissione economica e la nostra Unione è meramente economica. Non possiamo discutere gli aspetti politici, ma quando vediamo che l'economia soffre a causa della politica, pensiamo che sia un errore storico. Il dialogo si può iniziare formalmente o informalmente per quello che riguarda la cooperazione economica. Devo dire che anche in questa prospettiva la nostra politica economica rispetto a paesi terzi è cambiata radicalmente negli ultimi anni: siamo passati dal protezionismo all'integrazione. Il protezionismo non compare ormai nella nostra tabella di marcia commerciale. E secondo noi è un grosso errore praticarlo. l'Unione Europea è sempre stata il nostro partner economico principale: la fetta europea dei nostri scambi commerciali è del 48%, ma come in fisica, se si lascia un vuoto, tende sempre a essere riempito. Ovviamente se continuerà a mancare il dialogo con l'Europa, questo porterà a spostare il dialogo verso qualche altra parte di mercato. Dispiace perché abbiamo alle spalle parecchi secoli di cooperazione commerciale. Noi pensiamo che sia giunta l'ora di passare al pragmatismo nelle nostre discussioni e lasciare la politica ai politici. E noi occuparci dell'economia, degli investimenti e non permettere altri errori".