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Formula 1, GP Russia: Verstappen sfida Leclerc, nonostante la penalità

Verstappen contro Leclerc, questo ha detto il venerdì di libere a Sochi. Sarà così anche in gara nonostante la penalità di 5 posizioni che la Red Bull dovrà scontare? La sorpresa, in negativo per ora, è la Mercedes: terza con Bottas e quarta con Hamilton, rispettivamente a sei e otto decimi

E’ Max Verstappen a sfidare Charles Leclerc. L’olandese ha dato la zampata nella seconda sessione di libere  per prendersi il giro veloce e rifilare tre decimi di secondo al monegasco, che fino a quel momento era sempre stato il pilota di riferimento. Ci sarebbe quasi da dire peccato pensando alle cinque posizioni di penalità che Verstappen deve scontare per avere cambiato motore endotermico, ma lui non si scompone e si gode le belle sensazioni che la sua monoposto gli ha dato qui, anche nei settori più veloci del tracciato come il primo. E la pioggia, che sembra imminente, potrebbe diventare un’altra ghiotta occasione per lui e la Red Bull. Ma dall’altra parte c’è un Charles Leclerc che con questa Ferrari è sempre più in palla. Fin da subito pulito nelle linee e incisivo sui tempi. Il monegasco ha confermato che sul giro veloce c’è ancora margine di miglioramento, ma il sorriso post Singapore è rimasto sui volti di tutti i ferraristi. Era importante ritrovare quelle sensazioni e sembra proprio che nella prima giornata in pista la SF90 abbia risposto anche qui in maniera positiva. In velocità pura ma anche sul passo gara. A soffrire più del compagno la mancanza di grip è stato Sebastian Vettel, che ha chiuso quinto a un secondo da Verstappen, ma che non ha perso positività. Sintomo che questa Rossa, su piste completamente diverse, si sta adattando bene. La sorpresa, in negativo per ora, è stata la Mercedes che è terza con Bottas e quarta con Hamilton, rispettivamente a sei e otto decimi. Anche se poi il cinque volte Campione del Mondo ha piazzato quasi con indifferenza un giro pericolosissimo sul passo e con gomme medie. Non trascurabile visto che a Sochi la pole position conta, ma poi non così tanto.