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F1, GP Russia. Hamilton: "Capisco Leclerc, ma ricordiamoci che siamo privilegiati "

A Sochi la Mercedes proverà ad interrompere il dominio Ferrari, capace di vincere gli ultimi 3 GP. Hamilton sa che servirà dare il massimo per mettersi dinanzi a questa versione della 'Rossa': "Dobbiamo stargli dinanzi, o almeno vicini, è il nostro obiettivo". Parole anche su Leclerc: "Posso capirlo, anche io ero così. Ma ricordiamoci dove siamo". E su Bottas: "Non penso di aver bisogno del suo aiuto"

Rimasta giù dal podio a Singapore, la Mercedes arriva a Sochi desiderosa di riscatto. Ora come ora l'avversario da battere è la Ferrari, reduce da tre vittorie consecutive: le due di Leclerc a Spa e Monza e quella di Vettel a Marina Bay. In conferenza stampa Lewis Hamilton ha dimostrato tutta la sua voglia d rivincita: "Non è compito mio preoccuparmi della Ferrari, ma di sicuro siamo consapevoli della condizione. C’è un rettilineo di due km, e sappiamo quanto siano veloci loro. Se guardiamo le ultime gare, noi siamo sempre rimasti ancorati dietro di loro, senza essere riusciti a superarli. Siamo consapevoli che sia una cosa da risolvere nel breve termine. E ci sono anche altre aree in cui possiamo andare meglio e chyìe possono migliorare la nostra posizione. È inservibile preoccuparsi, andrà come deve andare". Per battere la 'Rossa', servirà dare il tutto per tutto: "Nelle ultime settimane non siamo riusciti ad ottenere il massimo dai nostri weekend, ed è li che dobbiamo giungere. Potrebbe fare il minimo di differenza, ma proprio questo comporterebbe un piccolo vantaggio, o potrebbe anche metterci in una posiizone migliore per superarli. Ed è il nostro obiettivo".

"Capisco Charles"

Nel dominio ferrarista di Singapore, ha fatto rumore la polemica, subito rientrata, alzata da Charles Leclerc. In conferenza stampa, Hamilton ha voluto parlare anche del giovane e talentuoso collega monegasco. "Per la mia esperienza personale, posso capire cosa ha provato Charles, ma bisogna ricordare la propria posizione. Potessi parlare al me stesso di qualche anno fa, ero molto manifesto anche quando non era necessario. Ero così, un feroce agonista. Ma bisogna anche essere grati di vincere con un top team. Non credo sia capitato a neppure uno di passare in Ferrari al secondo anno in Formula 1, ed è una è posizione privilegiata in cui trovarsi, bisogna ricordarselo. Vorrei averlo capito di più quando avevo 22 anni, quando ho avuto l’occasione di concorrere in un top team al fianco di un campione del Mondo". Un consiglio da fratello maggiore da parte del pilota britannico, che dimostra empatia con Charles: "Puoi essere giustificato perché fa parte del tuo DNA, ma un secondo posto rimane un risultato fantastico",

Su Bottas

"Non penso di aver bisogno dell’aiuto di Bottas - ha detto Lewis sul compagno di squadra -  Non è mai stata la mia filosofia, voglio fare il mio lavoro da solo. Non ho mai chiesto una cosa simile, e se guardate all’anno scorso, mi sono augurato di non trovarmi più in quella condizione".